Una legge regionale, approvato dall’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, prevede che tutti i bimbi – per poter frequentare gli asili nido della regione – dovranno essere vaccinati. Introdotto, dunque, l’obbligo di somministrare ai piccoli l’antipolio, l’antitetanica, l’antiepatite B e l’antidifterica: il Codacons potrebbe presentare ricorsi già dalle prossime settimane. “La nostra legge [che prevede l'obbligo di vaccinazioni per l'iscrizione al nido, ndr] è a tutela della salute pubblica, cioè delle nostre comunità e soprattutto dei bambini più deboli, quelli che per motivi di salute, immunodepressi o con gravi patologie croniche, non possono essere vaccinati e che sono quindi più esposti a contagi” ha dichiarato il governatore Stefano Bonaccini.

Vaccinazioni obbligatorie per accedere al nido

Non era d’accordo con questo provvedimento (sulle vaccinazioni obbligatorie per frequentare il nido, ndr) il Movimento Cinque Stelle mentre la Lega Nord ha preferito astenersi. Il Ministro Lorenzin, intanto, plaude all’iniziativa della Regione Emilia-Romagna e ribadisce a gran voce che “tutelare la salute pubblica è il nostro grande obiettivo”: “Dobbiamo dare ascolto alla scienza, la vaccinazione rappresenta lo strumento più importante di prevenzione”. Critiche, invece, dal M5S per bocca del consigliere regionale Raffaella Sensoli: “Nessuno si è mai sognato di mettere in discussione l’utilità dei vaccini, le nostre critiche riguardano soprattutto il metodo con il quale si vuole portare avanti questa obbligatorietà che non farà altro che allontanare ancor di più quei genitori che oggi, a causa anche della scarsa informazione, continuano a non voler vaccinare i propri figli. La coercizione non era e non è la strada giusta”.