Tre caseifici sequestrati dal Nas di Bologna, in Emilia Romagna, a causa di pessime condizioni di igiene e presenza di muffa, insetti e sporcizie varie.

L’intervento dei Nas ha un valore complessivo in termini economici di 8 milioni di euro. Non solo: oltre alle tre aziende bloccate, ne sono state segnalate altre 17, effettuate sanzioni per 17 mila euro, sequestrati 500 milioni di chili di materie prime. Nello specifico, le tre attività sospese provengono da Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini e sono state bloccate in seguito a dei controlli del Nas di Bologna nel primo trimestre dell’anno. Tutte aziende che riguardano la lavorazione e trasformazione del latte.

Starter di attivazione e fermentazione, fermenti lattici e altri additivi scaduti di molti anni sarebbero stati poi impiegati nella produzione di decine di tonnellate di mozzarelle, formaggi e yogurt. Le violazioni hanno riguardato, invece, sporcizia di ogni genere: insetti, frigoriferi ammuffiti, mozziconi di sigaretta in ambienti dove avrebbe dovuto stagionare del formaggio, strutture fatiscenti e tanti altri prodotti scaduti.

I Nas di Bologna hanno inoltre scoperto che nei tre caseifici fosse abitudine stampare sull’etichetta dei formaggi appena prodotti la massima durata di scadenza, fra i 15 e i 25 giorni, indipendentemente da quando il formaggio è stato effettivamente immesso sul mercato e quindi se vicino alla reale data di scadenza o più lontano.