Vi abbiamo già parlato dei rischi che stiamo correndo a causa del riscaldamento globale che sta portando allo scioglimento dei ghiacci, un tempo perenni, e al conseguente innalzamento del livello dei mari.

Oggi vogliamo approfondire l’argomento partendo dalle ricerca degli scienziati del National Centre For Atmospheric Research e del Centre for Australian Weaather and Climate Research che non hanno buone notizie per noi.

Secondo i trattati internazionali firmati, la riduzione prevista di emissioni di gas serra avrebbe dovuto aiutare il raffreddamento delle acque e limitare dunque l’innalzamento dei mari.

Purtroppo però, da nuovi studi, è venuto fuori che quanto previsto potrà realizzarsi solo successivamente al 2100, prima l’aumento del livello del mare non potrà essere limitato.

Ci ritroveremo dunque ad avere 14,2 centimetri di acqua in più entro il 2100 e 24,2 entro il 2300, ovviamente considerando riduzioni di emissioni di co2 consistenti, diversamente, questo innalzamento arriverebbe a 32,3 centimetri nel 2100 e 139,4 nel 2300.

Sembrerebbe infatti che il problema sia alla base, ovvero nelle profondità marine dove le acque si sarebbero riscaldate oltre il livello previsto.

Che dire, forse Milano riuscirà prima o poi ad avere davvero il mare.