Le concentrazioni elevate di CO2 hanno reso la Terra più verde. A rivelarlo è un recente studio condotto da un team di 32 ricercatori provenienti da 8 Paesi. La ricerca pubblicata sulla rivista Nature Climate Change ha dimostrato che negli ultimi 35 anni da un quarto a metà delle aree del Pianeta ricoperte dalla vegetazione sono state interessate dal fenomeno.

Secondo gli esperti l’aumento del fogliame di alberi e piante è dovuto a un’intensificazione della fotosintesi innescata dalla CO2. L’analisi si è basata sulle immagini ad alta definizione delle foreste scattate dai satelliti della NASA.

Le piante usano la luce solare per combinare la CO2 con l’acqua e i nutrienti prelevati dal terreno e produrre zuccheri. L’aumento dei livelli di CO2 stimola la crescita delle specie vegetali. I ricercatori spiegano che l’incremento delle foglie registrato equivale a un’area due volte superiore alla superficie degli Stati Uniti.

Oltre alla CO2 anche l’azoto ha contribuito al fenomeno. Secondo gli scienziati la capacità di stoccaggio del carbonio delle piante potrebbe aumentare, influendo sul clima. I ricercatori ricordano però che l’aumento della CO2 è responsabile anche del riscaldamento globale, associato a eventi meteo estremi, all’innalzamento del livello dei mari e allo scioglimento dei ghiacciai. Inoltre gli effetti positivi osservati nelle piante potrebbero esaurirsi a breve perché le specie vegetali tendono ad adattarsi presto alle variazioni delle concentrazioni di CO2 nell’atmosfera.

A rivelare l’impatto drammatico dei cambiamenti climatici è uno studio pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista Nature. Secondo i ricercatori coordinati da Eleni Anagnostou tra 53 e 34 milioni di anni fa le temperature di ben 14°C superiori a quelle attuali stravolsero gli ecosistemi terrestri. Gli esperti ritengono che il fenomeno sia stato causato proprio dalle alte concentrazioni di CO2. Un’ipotesi confermata dall’analisi dei fossili risalenti all’epoca dell’Eocene. Il successivo calo delle concentrazioni di CO2 ha portato alla formazione delle calotte glaciali. Un fenomeno simile potrebbe verificarsi anche nei prossimi anni, qualora le emissioni di CO2 prodotte dalle attività umane dovessero continuare a crescere ai ritmi attuali.