Bellissime notizie giungono direttamente da Emma Bonino, che oggi ai microfoni di Radio radicale ha annunciato lo stato di remissione del tumore al polmone e la scomparsa di ogni evidenza di cancro.

L’ex ministro degli affari esteri  aveva rivelato lo scorso 12 gennaio che in seguito a un check up di routine le era stato trovato un tumore al polmone sinistro, in una forma al momento ancora asintomatica e localizzata, per curare il quale  aveva già iniziato la chemioterapia.

La donna in questi mesi non si è ritirata a vita privata, ma anzi, per quanto possibile, ha continuato a svolgere il proprio lavoro e a partecipare ai dibattiti pubblici su giornali e in televisione, raccontando la propria malattia, ma evitando di identificarsi e farsi identificare con essa, come aveva auspicato lei stessa: “Siamo uomini, non siamo le nostre malattie. Voi non siete le vostre malattie, io non sono il mio cancro”.

Oggi lo speaker di Radio radicale ha voluto leggere il bollettino medico inviato proprio da Emma Bonino. Il documento affermava che la paziente “affetta da neoplasia del polmone ha completato il previsto trattamento chemio e radioterapico che è stato ben tollerato, e non ha riportato complicanze”.

La politica ha ricevuto dunque “una rivalutazione clinica dalla quale risulta la completa remissione della patologia. Non c’è in particolare alcuna evidenza radiologica di essa.” Grande la soddisfazione per “l’eccellente risposta al trattamento”. Vietato qualunque calo di attenzione, però, dato che la situazione “spinge i medici a suggerire di concludere il percorso terapeutico con un ciclo di radioterapia cerebrale preventiva da eseguire nelle prossime due settimane”.

Accompagnata da un lungo periodo di riposo, si tratta di una procedura standard indispensabile per evitare ricadute che, come la stessa Bonino ha ammesso, sono statisticamente piuttosto probabili nei 12 mesi successivi al trattamento.

Questo lasso di tempo dedicato alla cura di sé le sarà anche utile per dedicarsi maggiormente alle attività politiche in parte trascurate. Ma su tutto prevale il desiderio di lanciare un “messaggio di incoraggiamento, speranza e di grazie a tutti quelli che mi sono stati vicini in questo lunghissimo periodo che sembrava non finire mai, un incoraggiamento a chi sta affrontando le stesse sfide.”