L’approccio che ha reso l’Eni di Enrico Mattei l’azienda che ha imposto il nome dell’Italia nel mondo petrolifero internazionale, è l’approccio che ancor oggi l’azienda porta avanti a livello internazionale: alle esplorazioni ed alle attività di estrazione si affianca infatti in ottica “dual flag” una stretta collaborazione con le aziende e le autorità locali. L’incontro tra il Presidente della Repubblica del Ghana Nana Addo Dankwa Akufo-Addo e l’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi è il momento per fare il punto proprio su questi aspetti, monitorando da vicino l’incedere dei lavori che dovranno coinvolgere fino a 2300 aziende ghanesi con ricadute importanti dirette sull’economia locale.

Spiega Eni: « Nel maggio di quest’anno Eni ha avviato la produzione dell’Integrated Oil&Gas Development Project, nel blocco Offshore Cape Three Points (OCTP), nella Western Region, con time-to-market record di soli 29 mesi, in anticipo di 3 mesi rispetto al piano di sviluppo. Il ramp-up accelerato ha consentito di aumentare la produzione prevista nel 2017 da 2,8 a 5,2 milioni di barili, ed entro la fine del 2017 la produzione raggiungerà il picco di 45.000 barili di olio al giorno». E continua: « L’Integrated Oil&Gas Development Project è l’unico progetto di sviluppo di gas non associato in acque profonde interamente dedicato al mercato domestico nell’Africa Sub-Sahariana, e garantirà al Ghana 15 anni di forniture affidabili di gas ad un prezzo competitivo, dando un contributo sostanziale all’accesso all’energia e allo sviluppo economico del paese. I lavori di costruzione dei gasdotti e dello stabilimento di trattamento e compressione del gas sono al 63% e lo start-up della produzione è prevista nel 2018. Il gas prodotto da OCTP permetterà al Paese di generare un minimo di 900 MW incrementabili in futuro fino ad un massimo di 1500 MW».

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Grazie a questo approccio, Eni ha la possibilità di investire laddove la ricchezza di gas e idrocarburi rappresenta una opportunità tanto per il gruppo italiano, quanto per le aziende e le popolazioni locali: 8 milioni di investimenti ulteriori giungono infatti da Eni Foundation in favore di servizi alla salute materna e infantile (su un bacino pari a 380 mila donne e bambini) e 1,3 milioni annui sono previsti in borse di studio e training.

A tutto ciò si aggiunge inoltre un progetto relativo ad una centrale fotovoltaica da 20MW nella zona di Tamale ed una seconda progettualità sta per uscire dalle prime fasi di ideazione per spingere ulteriormente sull’acceleratore: il Ghana ha infatti l’obiettivo di un 10% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020.
Investimenti sull’economia locale in cambio della possibilità di cooperare nell’estrazione, monetizzando con mutuo vantaggio la ricerca e le risorse Eni su questo fronte: la strategia che fu di Mattei è oggi la strategia che porta il cane a sei zampe sul continente africano, ove gli investimenti del gruppo guidato da Descalzi avranno impatto su scuola, infrastrutture, posti di lavoro e formazione professionale.