I dipendenti della Enoplastic quest’anno hanno potuto festeggiare il Natale in maniera davvero particolare e del tutto a sorpresa. Gli impiegati della ditta di Bodio Lomnago, comune in provincia di Varese, si sono visti arrivare 250 regali che proprio non si sarebbero potuti aspettare, mandati dall’ormai defunto titolare dell’azienda.

Piero Macchi, proprietario della Enoplastic venuto a mancare nel giugno del 2015, ha infatti lasciato nel suo testamento delle somme in denaro per tutti i 250 dipendenti della sua ditta, per un totale di un milione e mezzo di euro. Un gesto che dimostra l’attaccamento dell’imprenditore nei confronti dei suoi impiegati e che è arrivato come un regalo di Natale davvero sorprendente, visto che le buste sono state recapitate ai dipendenti proprio prima delle festività.

Piero Macchi ha curato di persona i “regali” da attribuire a ogni dipendente, in base agli anni di lavoro passati alla Enoplastic, con somme che vanno dai 2 mila euro per i dipendenti più recenti, fino a 10 mila euro per quelli con una maggiore anzianità.

La figlia del titolare della Enoplastic, Giovanna, ha commentato questo splendido atto compiuto dal padre spiegando: “Mio padre Piero Macchi ha disposto un lascito testamentario complessivo di un milione e mezzo di euro. Ha agito, come sempre, nella piena autonomia delle proprie decisioni, con la collaborazione di un notaio di fiducia e di un consulente del lavoro. E nel modo che riteneva più opportuno. Il tutto è stato gestito dalla moglie Carla, mia madre, che ha accompagnato le buste per i singoli dipendenti con una toccante lettera di ringraziamento”.

La figlia del proprietario di Enoplastic ha quindi aggiunto: “Forse a qualcuno il gesto ha cambiato la vita e questo era in fondo lo scopo del lascito. […] Mio padre in vita ha fatto tanta beneficenza, in maniera riservata, elargendo somme ad enti, ospedali e associazioni. Posso raccontare un episodio. Era malato da tempo. In una delle sue ultime trasferte per le cure a Varese si accorse che l’ambulanza non era in buono stato. Quando arrivammo in ospedale, disse ai volontari: ‘Se vengo fuori anche stavolta, vi compro l’ambulanza nuova’. Ne venne fuori, perché era un uomo forte, e la prima cosa che fece fu proprio comprare l’ambulanza nuova”.