A partire dal 2017 il Partito Democratico avrà un nuovo leader? È quanto si augura Enrico Rossi, attuale governatore della Toscana, che ha annunciato ufficialmente la sua candidatura alla guida del partito, nelle elezioni che sono previste il prossimo anno.

Parte quindi già da ora la corsa al possibile successore di Matteo Renzi come segretario del Pd. Il primo passo è quello della raccolta firme, come lo stesso Enrico Rossi ha dichiarato: “Stasera a Pontedera, che è casa mia, annuncio ufficialmente che mi candiderò alla segreteria nazionale del Pd e quindi lavorerò per raccogliere le firme necessarie per farlo”.

Enrico Rossi ha motivato la sua scelta di sfidare l’attuale premier per la guida del Partito Democratico dicendo: “La mia sarà una candidatura alternativa a Renzi, ma con l’ambizione di superare la dinamica tra renziani e antirenziani. Per questo mi definisco convintamente rossiano”.

Rossi ha quindi aggiunto: “Diversamente da altri, come gli amici ‘turchi’ che fanno parte della maggioranza, io mi candiderò, se avrò i numeri, in alternativa a Renzi. Ma non condivido neanche certe posizioni della sinistra, con cui ovviamente dialogo e penso che in questo partito bisogna starci con le proprie posizioni con serenità”.

Il 57enne Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana dal 2010, ha inoltre detto: “Quello che mi sento di assicurare fin da ora è che non farò danni al Pd, perché penso che in un partito plurale come il nostro si possa esprimere le proprie opinioni anche senza dover poi portare via il pallone con il quale si gioca”.

Il nuovo candidato alla segreteria del Pd ha quindi tenuto prendere le distanze da chi “come D’Attorre ha invece detto che si prendono schiaffi ogni giorno” e l’obiettivo della sua candidatura è quello di “uscire dagli schemi attuali dell’essere con Renzi o anti-Renzi e di avere come interlocutore la sinistra del partito pur riconoscendo la spinta innovativa del premier. Credo che in un partito ci si debba stare anche rispettandone la disciplina ed è per questo che dopo mesi di incontri e occasioni in cui ho espresso le mie idee ho sentito il dovere di candidarmi e di provare a superare certe divisioni mettendo in campo una proposta politica alternativa ma che non è contro nessuno”.