In astronomia, si definiscono equinozi (dal latino “equi nox” cioè “notte uguale” al dì) i due istanti nel corso dell’anno in cui il Sole si presenta all’intersezione tra l’eclittica e l’equatore celeste, ovvero quando il Sole si trova perpendicolare all’equatore e la separazione tra zona illuminata e zona in ombra della Terra passa per i poli.

Nell’arco dell’anno si hanno due equinozi, uno a marzo, a partire dal quale le ore di luce aumenteranno fino al Solstizio d’Estate, e uno a settembre, a partire dal quale le ore di luce diminuiranno progressivamente fino al Solstizio d’Inverno. Nell’emisfero settentrionale, l’equinozio di marzo è l’equinozio di primavera, e l’equinozio di settembre quello d’autunno, mentre nell’emisfero meridionale questi termini risultano invertiti. Ma attenzione, contrariamente a quanto comunemente si pensi, l’istante nel quale il Sole passa attraverso ogni punto di equinozio può essere calcolato accuratamente, così che l’equinozio è sempre e solo un particolare istante, e non un giorno intero. Il punto dell’equinozio di primavera dell’emisfero settentrionale è anche chiamato punto vernale, punto dell’Ariete o punto gamma (γ), mentre quello dell’equinozio d’autunno è anche chiamato punto della Bilancia (ω).

Con l’equinozio di marzo, come tutti sappiamo, finisce l’inverno e ha inizio la primavera e la durata del giorno sarà maggiore di quella della notte, ma se in passato la data era fissata al 21 marzo (Concilio di Nicea del 325 d.C.), in epoca moderna l’inizio della bella stagione non avviene più in un giorno prefissato, bensì si tiene conto dell’equinozio astronomico, che varia a seconda di diversi fattori. Per questo motivo, a partire dalle prime scoperte astronomiche del XVI secolo, l’equinozio primaverile cade in una data compresa tra il 19 e il 21 marzo. Per esempio, alla fine del XVIII secolo, per cinque volte consecutive è caduto il 19 marzo, evento che si verificherà di nuovo solo nel 2044, mentre nel XXI secolo l’equinozio di primavera è coinciso con la data del 21 marzo solo nel 2003 e nel 2007 e la cosa non si ripeterà più fino al 2102.

Quest’anno l’equinozio cadrà oggi,  20 marzo, alle ore 16:57: il Sole entrerà  in Ariete e darà avvio al nuovo anno solare astrologico, ma il significato dell’equinozio non può esaurirsi in una mera spiegazione astronomica, esso è, infatti, anche e soprattutto folklore (LEGGI QUI MITI E LEGGENDE LEGATI ALLA FESTA DI PRIMAVERA).

Siamo entrati nel periodo della resurrezione, quando la natura, nell’eterno ciclo di morte e rinascita, torna a nuova vita dopo i lunghi mesi invernali. Un fenomeno che non riguarda solo il mondo vegetale poiché l’equinozio rappresenta un momento di rigenerazione e di  risveglio sia naturale che spirituale. E’ questo il momento dello schiudersi del seme nella terra, la rinascita di Persefone che dalle profondità della terra e dal gelo invernale genera una nuova vita, nonché l’inizio di un nuovo ciclo di spinta verso la vita, come il seme che sta per diventare fiore: un momento propizio per attuare le riflessioni maturate durate il letargico inverno e far pulizia fuori e dentro di noi, il momento per rinnovare pensieri, sogni e aspirazioni. Il nostro inconscio, ora più che mai, si rivelerà terreno fertile per farli crescere e dare i loro frutti.

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