Il drammatico incidente del bus che aveva a bordo numerosi studenti Erasmus avvenuto in Spagna, a Terragona, ha toccato tutti. Difficile anche solo immaginare il dolore dei genitori delle 13 ragazze, di cui 7 italiane, che hanno perso la vita.

Hanno usato parole davvero disperate i genitori di Serena Saracino, una delle giovani vittime dell’incidente del bus causato da un colpo di sonno dell’autista. Alessandro Saracino, il padre della 22enne torinese partita poche settimane prima per l’Erasmus in terra spagnola, alle telecamere di Pomeriggio 5 ha detto: “Io e mia moglie andiamo a casa e ci ammazziamo. Non possiamo pensare di vivere senza la nostra Serena”.

Serena era arrivata in Spagna a febbraio, per frequentare il suo periodo di Erasmus a Barcellona. Avrebbe dovuto compiere 23 anni il giorno di Pasquetta. Il padre della ragazza ha rinosciuto la salma della figlia perché indossava un anello di suo nonno.

A Pomeriggio 5 Alessandro Saracino ha raccontato: “Me l’hanno schiacciata, vedeste come è stata ridotta. Quello che ora chiedo è che queste cose non accadano mai più. Non è colpa di nessuno, ma non è possibile che giovani che vengono in un Paese amico come la Spagna per studiare perdano la vita in questo modo così assurdo”.

A proposito della figlia morta nel terribile incidente mentre stava frequentando l’Erasmus in Spagna, il padre ha quindi dichiarato: “Era un angelo dai capelli lunghi, molto studiosa e ubbidente come oggi è difficile trovare. Amava molto Barcellona, che però le è costata la vita e ha ucciso anche il suo papà e la sua mamma. […] Abbiamo riconosciuto a stento nostra figlia, era una ragazza bellissima. Prima ci hanno mostrato una foto per non farci vedere tutti i cadaveri, l’abbiamo identificata come nostra figlia, era molto diversa da come ce la ricordavamo”.

Alessandro Saracino ha poi detto: “Noi siamo molto religiosi ma la nostra fede è venuta a cadere. Non si può comprendere come un Dio possa volere questo per queste ragazze belle, intelligenti. [...] Renzi ci ha dato tutto l’appoggio possibile, soprattutto per quel che riguarda il rientro delle salme a casa con aerei militari. Ci hanno promesso che sarà prima di Pasqua”.