Quella di ieri è stata una giornata storica per la Turchia. L’esercito, infatti, ha fatto irruzione nella tv di stato turca oscurando i programmi tv, e soprattutto d’informazione, che avrebbero potuto veicolare messaggi non graditi ai golpisti. I militari sono entrati negli studi della tv pubblica dopo aver fatto oscurare tutti i social network. Fermi Facebook e Twitter. A quel punto diventava sempre più difficile comunicare con il mondo: persino il presidente Erdogan – inizialmente in fuga verso la Germania e poi verso Londra – non ha potuto fare un discorso ai turchi attraverso la tv pubblica, come tradizione vuole.

Erdogan – e questo passerà certamente alla storia – ha usato il suo smartphone per comunicare con l’unica emittente televisiva non oscurata, la Cnn turca. E come? Utilizzando FaceTime, un servizio che consente la videochiamata sui cellulari di ultima generazione. La giornalista della Cnn turca, infatti, ha tenuto in mano il suo cellulare, in diretta tv, per veicolare il messaggio di Erdogan che aveva chiesto ai turchi di scendere in piazza, quasi a voler scatenare una guerra civile contro l’esercito golpista che avrebbe voluto cacciarlo.

Erdogan contro i social network

Ad incuriosire è soprattutto l’uso di un’applicazione dello smartphone, di un servizio 3.0, Face Time, insomma dei social network che Erdogan ha più volte contestato, non mostrando grande apertura verso la libertà d’espressione in rete. Lo stesso presidente più volte ha chiesto il blocco dei social, da Twitter a Facebook e persino di Google così come di tutti i sistemi di messaggistica istantanea come WhatsApp. Insomma, la giornalista della Cnn turca – in un momento di grande caos e di blocco dei social – ha utilizzato un programma di videochiamate di Apple che consente agli utenti di poter dialogare, face to face, appoggiandosi alla rete internet e non a quella telefonica.

Per il Turkey Block, i turchi non avrebbero potuto accedere ai principali social network e di condivisione di video, da Facebook a Twitter passando per Vimeo, Instagram e YouTube per almeno qualche ora. YouTube, subito dopo, ha fatto sapere di non aver notato anomalie nel sistema, così come Periscope per il quale la trasmissione di video in diretta avrebbe funzionato correttamente.

“Questo colpo di stato stato non avrà mai successo, presto o tardi sarà spazzato via e io tornerò ad Ankara” avevo detto Erdogan parlando del golpe “attuato attraverso la struttura parallela che sappiamo esistere all’interno dello Stato”. Il presidente, infatti, non ha mai avuto rapporti idilliaci con l’esercito turco. Nel suo appello aveva fatto sapere che i golpisti avrebbero “pagato un prezzo elevato”.