Ermes Mattielli è l’uomo che qualche giorno fa è deceduto, lasciando dietro di sé parecchi motivi per riflettere e per discutere. Mattielli era stato derubato da due rom la notte del 13 giugno del 2006: gli stessi ladri vennero feriti dall’uomo – un commerciante veneto – con quattordici colpi di pistola sferrati mentre i rom si trovavano all’interno del suo deposito. Da quel momento per Mattielli è iniziato un vero e proprio calvario giudiziario, che ha infine portato alla sua condanna per tentato duplice omicidio (con pena di cinque anni) e all’obbligo di versare 135 mila euro di danni ai due rom.

E oggi che il commerciante veneto non c’è più, stroncato da un infarto che ha portato via la sua vita giovedì scorso (l’uomo era stato ovviamente molto provato da tutta questa faccenda), l’eredità di Mattielli potrebbe servire per pagare il suo debito di 135 mila euro nei confronti dei due rom che erano stati sorpresi a rubare nel suo deposito oltre nove anni fa. L’eredità di Mattielli consiste soprattutto nelle due abitazioni di Arsiero che appartenevano all’uomo e che adesso potrebbero servire per saldare la somma necessaria per il risarcimento stabilito dal giudice.

Ordinaria amministrazione, tutto secondo legge, ma per l’opinione pubblica l’ennesima dimostrazione di un sistema che andrebbe rivisto. I beni dell’eredità di Mattielli, che sarebbero dovuti andare agli eredi, saranno con tutta probabilità lasciati direttamente allo Stato: la soluzione principale, infatti, prevederebbe che gli eredi rinuncino direttamente a quanto spetterebbe loro di diritto.