Con in termine eresia (dal greco háiresis = ‘presa, conquista, proposta, scelta’) si indica un’interpretazione o dottrina che viene ritenuta deviante rispetto alla corrente principale. Inizialmente privo di intento denigratorio (eretico, era colui che sceglieva, colui che era in grado di valutare più opzioni, ed il termine era usato per indicare scuole filosofiche come quella dei Pitagorici e degli Stoici), il termine assume valore negativo intorno al primo secolo, designando una dottrina o un’affermazione contraria ai dogmi e ai principî di una determinata religione, sovente oggetto di condanna o scomunica da parte dei rappresentanti della stessa. Per quanto riguarda la chiesa cattolica, con eresia si indica ogni dottrina, proposta e sostenuta, in aperto contrasto con i dogmi o verità insegnati dalla Chiesa. In particolare, nel Codex iuris canonici, l’eresia è definita come “errore volontario e pertinace di un cristiano contro una verità che si deve credere per fede divina e cattolica”. Per contrastare i movimenti eretici, in passato si assistette all’istituzione di speciali tribunali, incaricati di individuare coloro che dovevano essere considerati “colpevoli di eresia” (ovvero eretici) e contro di essi si mossero vere e proprie crociate (come quella condotta contro i Catari nel 1208, che portò al rogo circa 200 eretici).

A partire dal XII secolo, viene quindi considerata eresia ogni rifiuto di obbedienza alle decisioni pontificie e sotto tale concetto vengono fatte ricadere anche alcune deviazioni del retto modo di vivere del clero, come la simonia e il nicolaismo, pratiche contrarie ed opposte ai riti della Chiesa, come la magia, la stregoneria e l’astrologia, nonchè l’esercizio di attività economiche condannate dalla Chiesa, come l’usura.

Al di fuori dell’ambito religioso, per estensione, il termine è utilizzato per designare affermazioni, idee, giudizi o opinioni contrastanti con le dottrine ufficiali o con l’opinione comunemente accettata; l’interpretazione non ortodossa di una dottrina filosofica, politica, scientifica o persino artistica, che si discosta da quella prevalente (es. eresia scientifica, eresie letterarie), ma anche uno sproposito, un’affermazione assurda, un’esagerazione inaudita (es. “Non diciamo eresie!”; “Gli auricolari a quel prezzo sono un’eresia!”).