Sono uscite le motivazioni relative all’assoluzione di Erri De Luca, avvenuta il 19 ottobre 2015. Lo scrittore, giornalista e poeta era stato chiamato a processo per alcune sue affermazioni contro la realizzazione della Tav. Secondo l’accusa, poi non accolta, aveva incitato attraverso alcune sue dichiarazioni rilasciate in due interviste a effettuare azioni violente di sabotaggio.

I pm Antonio Rinaudo e Andrea Padalino sostenevano che Erri De Luca avesse: “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, pubblicamente istigato a commettere più delitti e contravvenzioni ai danni della società Ltf e del cantiere Tav, area di interesse strategico nazionale”.

L’accusa nei confronti di Erri De Luca è stata poi respinta dal giudice Immacolata Iadeluca del Tribunale di Torino, che oggi ha reso note le movitazioni della sua sentenza. Nel testo in 14 pagine si spiega perché il giornalista 65enne è stato assolto con formula piena.

Il giudice Iadeluca dice che affinché ci sia il reato di istigazione non bastano le parole, bensì: “deve esserci il requisito dell’idoneità della condotta a turbare l’ordine pubblico, elemento che costituisce il vero e proprio punto di confine tra la libertà di manifestazione di pensiero e l’esigenza di tutela dell’ordine pubblico”. Secondo il giudice si potrebbe condannare per istigazione unicamente “in caso di condotte che presentano una forza di persuasione tale da poter stimolare nel pubblico la commissione di altri delitti del genere”.

Immacolata Iadeluca argomenta inoltre che nel caso di Erri De Luca manca: “l’elemento della concretezza del pericolo” che “è la linea di demarcazione tra libertà di pensiero e istigazione”.

Il giudice spiga poi che Erri De Luca non ha suscitato “consensi” e non ha nemmeno provocato “attualmente e concretamente il pericolo di adesione a un programma illecito”, visto che in seguito alla pubblicazione delle interviste all’intellettuale napoletano non vennero messe in atto azioni contro la Tav “in un intervallo temporale ristretto”.

Nella sua assoluzione di De Luca, la Iadeluca aggiunge quindi che: “la giustificazione del sabotaggio dell’opera Tav effettuata tramite danneggiamenti con le cesoie da compiersi in area di interesse strategico, è una di quelle possibili” ma “nell’interpretazione data dallo stesso imputato il termine sabotare non è indicativo del ricorso a mezzi penalmente illeciti”.