Il prossimo 18 giugno migliaia di studenti affronteranno gli esami di maturità 2014. Come ogni anno, la prima prova con cui cimentarsi sarà quella di italiano che consiste in un elaborato scritto a scelta tra le tracce proposte dal Ministero.

La prima prova è uguale per tutti i maturandi d’Italia, ecco quindi le sue caratteristiche essenziali:

Punteggio massimo: 15, con sufficienza fissata a 10;

Durata massima: 6 ore, impossibile però abbandonare l’aula d’esame prima che ne siano trascorse almeno 3;

Tipologia A – Analisi testuale

Tipologia B – Articolo di giornale o saggio breve

Tipologia C – Tema storico

Tipologia D – Tema di attualità

Le tracce restano segrete fino alla mattina dell’esame, impossibile quindi prevedere gli argomenti selezionati dal Ministero. Ciononostante la prima prova fornisce innegabili vantaggi agli studenti: innanzitutto, il numero di proposte tra cui si può scegliere fa sì che sia praticamente impossibile non riuscire a cimentarsi per bene in almeno una delle tracce; in secondo luogo, la prova di italiano è quella meno temuta rispetto alla seconda e alla terza prova che focalizzate su un unico argomento o comunque più tecniche, necessitano di una preparazione più completa.

Dalla scorsa Maturità, le tracce vengono inviate alle scuole attraverso l’ormai celebre plico telematico, ma resta impossibile, anche per chi ha più dimestichezza con la rete, entrare in possesso delle stesse: dopo esser state formulate, vengono infatti conservate nei server del Ministero, protette da password complicatissime. Gli argomenti vengono selezionati mesi prima, ma l’unica persona, oltre al Ministro, a conoscere le tracce  è il responsabile della struttura tecnica del ministero per l’Esame di Stato, ovvero l’Ispettore Favini, che in un’intervista rilasciata a La Stampa ha svelato come si procede per selezionare gli argomenti: per l’analisi del testo, vengono presi in considerazione testi (poesia o prosa) di autori del Novecento, rientranti nel programma svolto durante l’ultimo anno; per il saggio breve o l’articolo di giornale, invece, il Ministro si cimenta cautamente nella scelta degli argomenti, molto spesso legati all’attualità e riguardanti fatti di cronaca recenti, sono quelli che fanno più discutere. Le tracce vengono poi trasmesse mediante un’applicazione installata nei pc delle scuole e, anche potendo accedere a tale applicazione, per leggerle sarebbe necessario possedere due lunghissime password: una è in possesso delle scuole, l’altra, depositata al Ministero, rimane segreta fino alle 8.30 del giorno degli scritti, quando viene comunicata alle scuole dando il via all’Esame di Stato.

Ciononostante, ogni anno, migliaia di studenti cercano di scoprire in anticipo quali potrebbero essere le potenziali tracce delle prima prova, sperando di capire su cosa potrebbe orientarsi il Ministero, ma il consiglio migliore resta “esercitarsi!”. Arrivare preparati all’esame comporta infatti una maggiore serenità per gli studenti che, consapevoli del lavoro ben fatto, non verranno colti alla sprovvista la mattina del prossimo 18 giugno. Un altro escamotage per superare brillantemente la prima prova è tenersi aggiornati sui principali fatti di cronaca e di attualità che precedono il periodo dell’esame. Da evitare, invece, sprecare tempo preparando decine e decine di elaborati sulle “eventuali” tracce, meglio utilizzare queste ultime settimane per studiare, approfondire e ripetere gli argomenti del programma.

Sempre validi invece alcuni semplici, ma mai scontati, consigli su come affrontare al meglio il saggio breve: con l’avvento dei cellulari, degli sms, facebook e Whatsapp, per risparmiare caratteri si tende infatti sempre più spesso ad utilizzare abbreviazioni e simboli che, se utilizzate in situazioni informali possono anche andar bene, sono invece fortemente sconsigliati in prima prova! Ricordate quindi “perchè” e non “xchè”, “non” va bene, “nn” è una tragedia da vedere per i commissari di maturità, idem per “cm”, “xciò”e “tt”! Ricordate inoltre di non utilizzare il dialetto all’interno vostro scritto! Anche se in molti lo utilizzano come lingua principale per la comunicazione domestica, all’esame va adottato un codice linguistico formale; quindi bando ai dialetti e ricordatevi di utilizzare al meglio la meravigliosa varietà offerta dalla lingua italiana. Da evitare ovviamente anche volgarità e colloquialismi vari. Rileggete sempre più volte quello che state scrivendo in modo da ridurre al minimo la possibilità di errori e ripetizioni. Attenzione anche ad utilizzare in maniera corretta la punteggiatura, evitando di abusare soprattutto dei puntini di sospensione, che, se ben usati possono aumentano la carica emozionale dello scritto, quando ricorrono con frequenza possono invece essere mal interpretati dalla commissione. In generale spesso l’errore più grande deriva dalla comune tendenza di tradurre in scritto la lingua parlata, dimenticandoci invece che il linguaggio scritto ha delle regole proprie da rispettare.