Dopo i primi due scritti (19 e 20 giugno) i maturandi dovranno misurarsi con la famigerata terza prova: fissata per il prossimo 24 giugno, costituisce il momento dell’esame che più fa paura e per il quale è più difficile ripassare. La prova, a carattere multidisciplinare, non ha la stessa durata per tutti, non prevede che vengano fatte le stesse domande e nemmeno che le materie siano le medesime. Caotica e vasta, la terza prova è quindi l’incubo di ogni maturando poiché, non essendo ministeriale, dipende interamente dal consiglio di classe. Accade spesso, quindi, che alcuni studenti sappiano con un certo anticipo le materie che saranno presenti nel compito, mentre altri no, in quanto, come si legge sul sito del Miur, “Non è prevista alcuna comunicazione di questo genere. La normativa prevede soltanto che la Commissione d’esame, in coerenza con il Documento del Consiglio di classe, scelga collegialmente la struttura della prova”.

Potrebbe però essere utile ricordare che in terza prova possono essere poste domande inerenti fino a cinque materie, scelte tra quelle studiate durante l’anno (comprese quelle già trattate in prima e seconda prova), ma soprattutto esclusivamente tra le materie per le quali i professori che compongono la commissione sono abilitati ad insegnare. La commissione è composta dei sei docenti al massimo, di cui tre interni e tre esterni; a ogni docente corrispondono una o più materie, a seconda della classe di concorso per la quale risulta abilitato (per esempio il professore di storia e filosofia, può valutarvi su entrambe le materie e quindi vale doppio) perciò, una volta svelata la composizione della commissione, sarà possibile iniziare a concentrarsi su una rosa limitata di materie, dalla quale sarà successivamente possibile escluderne logicamente qualcuna. Se in commissione c’è un professore di lingua straniera, ci sarà infatti sicuramente anche una domanda relativa ad essa. Va poi considerato che, anche se la correzione della terza prova è collegiale, cioè fatta da tutta la commissione, spesso i professori cercano di dividersi il lavoro correggendo una materia a testa. Inoltre le materie dei docenti esterni che non sono presenti in seconda prova, quasi sicuramente si ritrovano in terza prova. Può essere infine utile osservare anche le materie scelte per le simulazioni svolte durante l’anno scolastico, in genere infatti la commissione mista tiene conto delle materie e della tipologia proposta nelle simulazioni svolte dalla classe.

Altra buona notizia è che tra la seconda e la terza prova ci saranno ben 4 giorni di tempo per riordinare le idee e preparare il test nel migliore dei modi. Ecco quindi alcuni consigli utili per arrivare al meglio al giorno dell’esame: la prima cosa da fare è focalizzare i propri punti deboli, recuperare il più possibile deve essere infatti l’obiettivo di tutti i maturandi. Se le lacune poi si dovessero rivelare troppe, può essere molto utile pianificare uno studio di gruppo: ascoltare i propri compagni ripetere aiuterà a memorizzare gli argomenti e a chiarire eventuale dubbi.  Un ottimo investimento si rivelano anche le classiche ripetizioni, soprattutto se la materia in questione è oggetto di prova scritta.

Passiamo ora ad analizzare le modalità in cui possono essere formulati i quesiti:

- Trattazione sintetica: lo studente dovrà rispondere a domande specifiche, anche a carattere multidisciplinare, sempre corredate dall’indicazione del numero massimo di righe o parole che si possono utilizzare;

- Quesiti a risposta singola: prevedono anch’essi che lo studenti formuli una risposta, ma in genere la trattazione deve essere più breve;

- Quesiti a risposta multipla: allo studente basterà scegliere la risposta corretta tra le varie opzioni proposte;

- Problemi scientifici a soluzione rapida: richiedono calcoli poco complessi e vengono elaborati dalla commissione in base all’indirizzo di studio e alle esercitazioni svolte dalla classe durante l’anno scolastico;

- Casi pratici e professionali: quesiti diffusi soprattutto negli Istituti tecnici e professionali;

- Sviluppo di progetti: coinvolge diverse discipline o si riferisce all’esposizione di una esperienza di laboratorio realizzata durante l’anno scolastico.

Per la valutazione delle lingue straniere (se queste rientrano nel programma dell’ultimo anno) può essere richiesta, nella terza prova anche una breve esposizione di uno o più argomenti, con l’indicazione di parole e righe che si possono utilizzare; oppure una breve risposta in lingua straniera o in italiano a quesiti formulati in lingua straniera. Se l’indirizzo di studi prevede l’insegnamento di più di una lingua straniera e una di queste è già stata oggetto della seconda prova, la terza prova deve prevedere domande sull’altra lingua.

Per quanto riguarda quindi il giorno dell’esame mantenete i nervi saldi e dedicate i primi minuti a leggere attentamente le domande, rispondendo prima a quelle di cui siete certi e tornando in un secondo momento a quelle sui cui siete meno ferrati, potrete così dosare meglio il tempo rimasto a disposizione. Per le domande a risposta aperta, prima di iniziare a scrivere, organizzate bene le informazioni da inserire, tenendo conto del numero di righe o di parole che potete utilizzare e cercando di centrare subito l’argomento senza essere troppo dispersivi. Per le domande a risposta multipla, a crocette per intenderci, partite escludendo quelle che sono palesemente errate, così da concentrarvi su quelle che rimangono, cercando di evidenziarne le sfumature che le differenziano. Una volta terminato, fondamentale è rileggere attentamente tutti i quesiti, poiché la tensione potrebbe avervi fatto commettere errori di distrazione.