Le lezioni per questo anno scolastico 2013/2014 sono ormai finite: inizia il conto alla rovescia per le centinaia di studenti che si apprestano a sostenere l’esame di maturità! Continuiamo dunque a parlare della Prima prova scritta che, fissata per 18 giugno, darà ufficialmente il via agli esami.

I maturandi che sceglieranno di svolgere la “tipologia b” dovranno confrontarsi con la stesura di un saggio breve, o di un articolo di giornale, incentrato su uno dei 4 temi proposti; per ogni ambito verranno inoltre fornite allo studente una serie di citazioni, brani letterari o immagini da cui prendere spunto per la realizzazione del proprio elaborato finale.

Il saggio breve è una scrittura documentata di carattere argomentativo-informativo, una sorta di relazione che va riportata in maniera impersonale, oggettiva ed asettica. A seconda dei documenti che vengono forniti dalla prova, si distinguono 4 tipi di saggio breve: tecnico-scientifico, artistico-letterario, socio-economico e storico-politico.

Il saggio a carattere argomentativo si prefigge principalmente lo scopo di convincere il lettore ad accettare il punto di vista dell’autore. Questo tipo di saggio è organizzato secondo le norme del testo argomentativo. L’autore, infatti, scelto il tema da trattare, propone delle tesi, cioè fa delle affermazioni che deve poi sostenere con opportuni argomenti. Nel testo argomentativo spesso compare anche la confutazione, viene cioè usata la tecnica di sostenere la propria tesi dimostrando la non validità delle tesi altrui. La validità delle affermazioni, in generale, non dipende tanto dalle tesi proposte, quanto piuttosto, dagli argomenti individuati per sostenerle. In un saggio argomentativo le tesi sul tema analizzato possono essere anche più di una, ma tutte devono essere collegate tra loro secondo un procedimento logico. Per essere convincente, l’esposizione del saggio argomentativo deve essere rigorosa, lucida e consequenziale, e servirsi di un linguaggio scorrevole e adeguato all’argomento trattato.

In un saggio le informazioni sono dunque elementi importantissimi: innanzitutto bisognerà che usiate quelle contenute nei documenti forniti dal Ministero, ma potrete inserirne anche altre, come fatti, esempi, dati, confronti, elenchi, citazioni, illustrazioni. Ricordate che la scelta del tipo e della quantità delle informazioni è legata all’argomento, alla situazione comunicativa, al destinatario e allo spazio.

La prima cosa da fare è perciò leggere attentamente la traccia e analizzare i documenti a disposizione. Di ciascun documento sottolineate le nozioni principali ed elaborate su un foglio di brutta un piccolo riassunto corredato di breve commento (ricordate che ogni considerazione va espressa in maniera impersonale: da evitare quindi espressioni come “secondo me”, “a mio avviso”, “ritengo che”…).

Una volta analizzati i documenti, rielaborate le idee raccolte stendendo la scaletta degli argomenti che intendete trattare. Ricordate che: l’introduzione è funzionale alla presentazione del problema e delle sue caratteristiche generali, mentre la parte centrale, chiara e concisa, mira ad argomentare la tesi sostenuta attraverso l’analisi dei documenti che dovranno risultare ben collegati fra loro tramite un filo logico. Dovrete qui inserire dati, citazioni, confronti,… tutto quello che serve per riuscire a presentare il problema in modo chiaro, completo e funzionale ai dati in vostro possesso. La conclusione, come il paragrafo introduttivo, dovrà essere invece breve e mirata a ribadire la tesi precedentemente esposta attraverso considerazioni generali conclusive.

Passiamo quindi a comporre il saggio vero e proprio: scrivere un saggio è un’attività complessa, poiché nella sua costruzione si integrano capacità di lettura, di individuare e selezionare informazioni e capacità di rielaborarle e di presentarle scritte in modo chiaro, organico ed esauriente per il lettore.

Partiamo dall’INTRODUZIONE, paragrafo che deve fornire un inquadramento sintetico dell’argomento attraverso la riformulazione della traccia, l’anticipazione delle parti in cui si articolerà lo svolgimento e una breve presentazione dell’argomento principale. L’introduzione può anche contenere affermazioni che anticipano la tesi e la conclusione, domande che pongono le problematiche principali a cui il saggio darà una risposta, citazioni di uno o più brani letterari o frasi di un personaggio famoso, un fatto storico o aneddoto o vicenda personale, da cui trarre spunto per le argomentazioni successive.

La parte centrale dell’elaborato, detta SVOLGIMENTO, è generalmente strutturata in sottoinsiemi o paragrafi, costituiti da gruppi di frasi coese e coerenti, appartenenti allo stesso argomento generale. I paragrafi devono contenere: a) presentazione dell’argomento cardine; b) argomentazione di fatti o elementi ad esso collegati. Fornirete così le informazioni necessarie al lettore (presentazione) e dimostrerete quanto si afferma (argomentazione). L’ordine dei paragrafi può essere cronologico o di causa-effetto, ma deve essere comunque logico e ben correlato, perciò è importante usare i connettivi (congiunzioni e avverbi) che collegano le parti del discorso. La precisione, l’incisività del lessico e la chiarezza dei nessi logici sono infatti elementi indispensabili per rendere fruibile un saggio.

Passiamo quindi alla CONCLUSIONE, una parte molto importante dell’elaborato in quanto serve a congedare il lettore e conclude il discorso. Essa può contenere: un riassunto sintetico dell’argomento; affermazioni che definiscono in modo sintetico le conclusioni a cui si è giunti con la dimostrazione di una tesi; domande che ripropongono la problematicità delle principali questioni affrontate; citazioni di uno o più brani letterari o la frase di un personaggio famoso che diano autorevolezza a quanto si è esposto;  oppure un aneddoto o vicenda personale, con cui dare maggiore autorevolezza alle argomentazioni.

Giunti a questo punto ricordatevi di procedere con l’ASSEGNAZIONE DEL TITOLO. Esso deve riassumere in una formula accattivante il contenuto dell’elaborato.

Una volta terminato il testo, rileggetelo con attenzione, verificando che i periodi siano scorrevoli e comprensibili. Correggete eventuali errori e, quando sarete sicuri del vostro lavoro, passate al foglio per la bella. Dividetelo quindi in 2 colonne (il titolo va scritto nella colonna di sinistra, mentre la destinazione editoriale in quella di destra) e procedete con la copia. Ricordate che in generale la lunghezza di un saggio breve dovrebbe attenersi ad un massimo di 5 colonne di foglio protocollo.

Il saggio breve è quindi uno scritto critico nel quale lo studente dovrà dimostrare di essere in grado di analizzare il materiale messo a disposizione e di arricchirlo con le proprie conoscenze, facendo un discorso chiaro e non troppo lungo, mentre nell’articolo di giornale, lo studente dovrà elaborare il materiale rispettando “il rigore argomentativo, l’esattezza e la chiarezza del linguaggio”, anche in base al tipo di giornale dove si ipotizza venga pubblicato l’articolo (“Corriere della sera”, “L’Espresso”, “Le voci”, “Rassegna di argomento culturale”, “Oggi”…).

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