Negli ultimi tempi, uno degli hashtag più utilizzati su Twitter, nonché uno dei neologismi preferiti dal popolo dei social network è #Escile. Questo termine è partito inizialmente come richiesta a una donna di mostrare il seno, ad esempio nei confronti della prosperosa modella Emily Ratajkowski, ma negli ultimi tempi è stata esteso per la parità dei sessi anche agli uomini, come invito a esibire addominali e bicipiti.

L’hashtag #Escile negli ultimi giorni è stato utilizzato per una singolare sfida tra studenti universitari. L’idea è partita dalla pagina Facebook del Politecnico di Milano ed è stata poi rilanciata anche da altre università milanesi, come la Bocconi, la Statale e la Cattolica. Una moda nuova per il mondo scolastico italiano, mentre in altre paesi iniziative del genere si sono già verificate, ad esempio negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.

Al grido di #Escile, nelle ultime ore i social network si sono quindi riempiti di immagini soprattutto di seni, ma anche di sederi e addominali, di studenti e studentesse universitari milanesi. L’idea ha riscosso un grande successo, ma allo stesso tempo ha anche attirato qualche critica. C’è ad esempio chi ha preso di mira in maniera molto forte questa iniziativa, scrivendo: “Un applauso ai possessori delle pagine spotted per questa associazione a delinquere con finalità collezione di pornografia universitaria, siete geniali. Per quanto riguarda le signorine che gliele mandano, un po’ meno. Noi non vedremo il vostro nome, ma loro probabilmente l’hanno già segnato #mandolefotoasegaioli #masonounatipaclassy”.

Qualcun altro ha invece commentato la sfida universitaria a colpi di #Escile scrivendo in maniera ironica: “È un po’ come in un mercato concorrenziale: inizialmente tette sotto una maglietta; poi, per conquistare una maggiore fetta di mercato, un competitor toglie la maglietta, ma lascia il reggiseno; dopodiché la pressione competitiva sprigiona tutta la sua forza e anche il reggiseno va via, ma rimane un po’ di panna. Ci sono momenti in cui ti chiedi se ci sia veramente un lower bound alla pressione concorrenziale. Ti chiedi se ci siano costi da coprire. Se l’ipotesi di razionalità degli attori di mercato valga. Oggi è un momento in cui dovremmo unirci per ripensare la microeconomia”.