Chiamiamo un esorcista. Bene, chiamiamolo. Sì, ma cosa fa un esorcista nel dettaglio? E soprattutto, in cosa consiste la pratica esorcista? Partiamo da un dato di fatto: si può vivere senza. O meglio, se qualcuno ne ha bisogno è perché, nella vita, le cose non gli/le sono andate proprio come dovevano andare. Di fatto, l’’esorcismo è una preghiera. Viene eseguita in nome e con l’autorità della Santa Chiesa, per mezzo di un sacerdote denominato, appunto, esorcista, che ha ricevuto un mandato dal vescovo. L’obiettivo è liberare persone, oggetti e case dall’influenza o dalla possessione del Diavolo.

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Fin qui, tutto bene. Ma quando si capisce se una persona ha bisogno dell’aiuto di un esorcista? Difficile a dirsi. C’è credenza da secoli, che alcuni hanno fatto propria, che il Diavolo si manifesti nelle persone in diversi modi: parlando lingue sconosciute, mostrando forza fisica fuori dalla norma o, semplicemente, esprimendosi continuamente contro Dio. Ma come fare a capire se siamo di fronte ad una persona con una qualsiasi malattia psichica o ad una posseduta realmente? Altro giro, altro dilemma. Un bravo esorcista saprà certamente capirlo, ma per secoli si è spesso confuso un problema con l’altro.

L’esorcista: La genesi

Oltretutto, stiamo dimenticando un fattore estremamente importante: affinché l’esorcismo abbia efficacia, c’è bisogno che il “malato” abbia piena coscienza e voglia essere liberato dal demonio. E’ un po’ come chiedere ad un malato mentale se vuole guarire: riesce veramente a comprenderlo?