Continua a peggiorare il bilancio dell’attentato avvenuto al mausoleo sciita di Sayyida Zeinab, a Sud di Damasco: almeno 45 persone sono morte mentre 110 sono rimaste ferite in seguito a tre esplosioni causate da un’autobomba e da due attentatori suicidi anche se, secondo quanto riferito da alcuni media locali, il numero delle vittime potrebbe avvicinarsi a 60.

Secondo Al-Jazeera, la strage sarebbe stata rivendicata dall’Isis e anche le modalità in cui è stato messa in atto confermerebbero questa ipotesi. La tv di Stato ha anche mostrato un video con edifici e auto in fiamme. I terroristi hanno fatto esplodere un’autobomba proprio nei pressi del celebre luogo di pellegrinaggio e, pochi istanti dopo, due kamikaze si sono fatti saltare in aria. Il mausoleo, luogo di sepoltura della nipote del profeta Maometto, è già stato preso di mira in passato come nel più recente febbraio 2015 quando un attentato suicida causò la morte di quattro persone.

La rivendicazione da parte dello Stato Islamico è giunta attraverso l’agenzia di stampa del gruppo terroristico Al-Amaq: l’Isis afferma che due suoi kamikaze si sono fatti saltare in aria contro “la più importante roccaforte delle milizie sciite a Damasco”. L’attentato che ha colpito la capitale siriana è avvenuto proprio nelle ore in cui i colloqui di pace sponsorizzati dall’Onu tra regime e ribelli sono ancora in stallo e stentano a decollare a Ginevra. L’obiettivo è di ottenere entro sei mesi un cessate il fuoco, poi una transizione politica.