Un imam di Treviso aveva detto no alla nostra Costituzione, non voleva giurare sulla carta costituzionale italiana. Un codice di valori, dunque, troppo distante dal suo, dalla sua cultura, dalle sue idee, dal suo modo di vivere. Sua moglie, ad esempio, usciva di casa coperta con il niqab lasciando scoperti soltanto gli occhi. Peccato, però, che – rifiutando di giurare sulla Costituzione – il 33enne marocchino Fagrouk Hmidane, in Italia dal 1998, sia stato espulso. A deciderlo è stato il Ministro dell’Interno Angelino Alfano che lo ha rispedito a Casablanca con il primo volo: “Per motivi di sicurezza dello Stato - ha precisato Alfano – Il rifiuto di prestare giuramento per il conferimento della cittadinanza italiana, infatti, era maturato sulla base del convincimento secondo cui c’è piena incompatibilità tra l’osservanza dei precetti salafiti e la fedeltà della Repubblica”.

Imam espulso, è in cella a Casablanca

“La nostra legislazione sarebbe portatrice di valori inaccettabili per un musulmano vero: un “insieme di peccati su peccati” come, per esempio, la parità di diritti tra uomo e donna” ha aggiunto Alfano che ha confermato l’espulsione dall’Italia dell’imam, punto di riferimento per la comunità musulmana di Treviso. Un uomo che è approdato in Italia nel 1998 – per raggiungere suo padre – quando aveva ancora 15 anni: nel nostro Paese il 33enne marocchino Farouk Hmidane studia e si diploma all’Istituto tecnico con 72/100 nel 2003 per poi iniziare a lavorare come elettricista in una piccola ditta. Il suo datore di lavoro parla di una persona perbene con un “modo di vestire troppo dimesso, con abiti lunghi e larghi”: “Negli ultimi tre anni si è progressivamente isolato dai colleghi seguendo sempre più alcune regole della sua religione. Si è fatto crescere la barba, non mangiava a pranzo con i colleghi e non faceva le cene aziendali” ha dichiarato.

Imam espulso, dal 1998 in Italia

L’imam, intanto, si era sposato e aveva avuto tre figlie di 7, 4 e 2 anni. Tutte concepite in Italia. Nel 2013 la decisione di chiedere la cittadinanza italiana, dopo anni di onorato lavoro nel nostro Paese. Il giorno del giuramento, però, non si è presentato al Viminale, si è rifiutato dunque di giurare sulla Costituzione. Così sono scattate le indagini.

Non è emersa la figura di un pericoloso terrorista ma di un uomo che non ha mai accettato la tradizione e le regole italiane. “Ci disprezza” è il commento secco del Ministro dell’Interno Angelino Alfano. Intanto l’imam - “spaventato” quando è stato catturato in Italia – si trova da due giorni in una cella a Casablanca.