L’Italia continua, senza sosta, la sua battaglia contro il terrorismo internazionale, un “cancro” che ha messo in ginocchia la Francia e la Germania e che mette in serio pericolo tutta l’Europa, Italia compresa (obiettivo sensibile resta il Vaticano, ndr). L’intelligence italiana, in collaborazione con i carabinieri, ha accertato l’adesione all’Isis di un giovane pakistano di appena 26 anni che è stato immediatamente espulso dal nostro Paese. Secondo le indagini condotte egregiamente dai militari, l’uomo avrebbe riferito al Califfato che sarebbe entrato in azione subito dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana.

Rischio attentati in Italia

L’uomo risiedeva nella provincia di Milano e, a causa dei contatti con il Califfato e dopo aver espresso la sua volontà di compiere attentati terroristici anche in Italia, è stato immediatamente espulso per motivi di sicurezza dello Stato attraverso un provvedimento del Ministro dell’Interno Angelino Alfano che ha ricordato come siano salite a 104 le persone espulse dal 2015 ad oggi, segno che l’intelligence italiana sta lavorando incessantemente per assicurare sicurezza ed ordine pubblico su tutto il territorio. Più volte è stata chiesta, ad esempio, la collaborazione degli imam locali che, conoscendo bene i fedeli delle moschee, potrebbero collaborare con le forze di polizia italiana segnalando casi sospetti.

Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha fatto sapere che, dopo una serie di indagini da parte dei Carabinieri, “è stata accertata l’adesione all’ideologia estremista del pakistano e il suo inserimento in un circuito di utenti web dediti all’apologia dello Stato islamico e delle sue attività”. Insomma, il pakistano era stato reclutato dagli uomini del Califfato che presto lo avrebbero addestrato in Siria: l’uomo, infatti, aveva espresso l’intenzione di partire per la Siria o per la Bosnia. E poi avrebbe compiuto attentati in Italia.

Rischio attentati, espulso con provvedimento di Alfano

Angelino Alfano ha aggiunto che l’uomo – ormai espulso dal nostro Paese – avrebbe manifestato l’intenzione di compiere un attentato terroristico proprio in Italia, una volta ottenuta la cittadinanza. In caso contrario, avrebbe reagito persino con la violenza uccidendo chiunque si trovasse davanti lui e, infine, suicidandosi. I Carabinieri, invece, sono intervenuti in tempo per fermare la sua follia omicida.