Con la lettura del testamento lasciato dal defunto Bernando Caprotti si è finalmente conclusa la querelle sulla futura gestione di Esselunga, il noto colosso dei supermercati.

Il patron ha infatti affidato la sua creatura alla moglie Giuliana Albera e alla figlia Marina: l’annuncio nella serata di ieri, quando è stato aperto il plico affidato al notaio Carlo Marchetti.

Stefano Tronconi, esecutore testamentario di Caprotti, ha precisato che “il 70% circa delle azioni rappresentanti il capitale sociale di Supermarkets Italiani S.p.A ha formato oggetto di donazione in vita a favore del coniuge Giuliana Albera Caprotti e della figlia Marina Caprotti, in via tra loro congiunta”.

Agli altri due figli, Violetta e Giuseppe, è stato donato il rimanente restante 30% delle quote, equamente distribuito.

La decisione presa da Caprotti consentirà dunque di mantenere il gruppo all’interno della famiglia, garantendo la stabilità necessaria per guidare in sicurezza un’enorme azienda che nel 2015 ha fatturato oltre 7,3 miliardi di euro, grazie a 152 supermercati sparsi in tutto il Nord-Centro Italia, per un totale di quasi 22mila dipendenti.

Nel frattempo Piergaetano Marchetti è stato nominato dal consiglio di amministrazione quale nuovo presidente della società: in questo senso sono state chiuse tutte le trattative e le valutazioni delle offerte arrivate per rilevare Esselunga sono state bloccate.

Nel suo testamento Caprotti non ha dimenticato i collaboratori storici, e in particolare la segretaria Germana Chiodi, alla quale è andata metà dei suoi risparmi, mentre l’altra metà è finita ai nipoti.

L’unico commento ufficiale rilasciato dalla famiglia è stato quello del figlio Bernardo, il quale ha dichiarato: “Faremo di tutto per salvaguardare il gruppo”.