In tantissimi hanno affittato casa per le vacanze in Salento ma dai controlli effettuati dalla Guardia di Finanza un affitto su due è irregolare in case-pollaio. L’estate è tornata canta Tiziano Ferro con lei anche il malcostume tutto italiano di affittare locali in luogo di vacanza senza ottemperare tutti gli obblighi fiscali, in quest’estate 2017 è in aumento anche il fenomeno delle case-pollaio: quelle abitazioni dove vivono più persone rispetto a quanto dichiarato agli atti ma soprattutto abitazioni senza i minimi requisiti igienico-sanitari.

I controlli partiti il 1 luglio da parte della Guardia di Finanza in Salento sui proprietari di seconde e terze case in una delle località più in voga degli ultimi anni, Gallipoli, hanno evidenziato gravi irregolarità. Delle 811 verifiche effettuate dai finanzieri in tutta Italia una su due è risultata irregolare, con 450 violazioni riscontrate.

Gallipoli è in testa alla classifica con le maggiori irregolarità per una delle mete preferite dal turismo giovane che negli ultimi anni sta abbandonando l’alta riviera adriatica per spostarsi più a sud. 370 delle violazioni riscontrate dalla Gdf hanno riguardato affitti in nero mentre alcuni controlli hanno rilavato mancanza o scarsità di requisiti igenico-sanitari. La maggior parte delle case era stato affittato a giovani tra i 16 e i 28 anni per le vacanze e in un caso, ai giovani era stato affittato anche un deposito con un piccolo bagno, senza finestre né impianto di areazione.

Dal 1 luglio alla prima settimana di agosto la Guardia di Finanza ha effettuato 11.300 controlli nelle località di vacanza, con una media di 240 interventi al giorno. Le verifiche fanno parte del piano straordinario di interventi per la tutela dell’economia legale nel periodo estivo e si sono concentrate in particolare nelle località turistiche di mare e montagna e nelle città d’arte. In particolare, sono stati scoperti 460 venditori abusivi, privi di qualsiasi licenza o permesso e 1.600 esercenti che, pur avendo le autorizzazioni, non hanno comunicato al fisco l’inizio dell’attività o non hanno emesso scontrini.