A che punto siamo delle nozze tra Etihad ed Alitalia?  Il prossimo passo dovrebbe arrivare il 17 novembre con il responso dell’antitrust Ue. Il parere, salvo sorprese dell’ultimo minuto, dovrebbe essere positivo – nonostante il pressing di alcuni vettori europei come Lufthansa. Il via libera dovrebbe essere condizionato alla cessione di alcuni slot nell’Europa orientale.

Una settimana dopo, l’assemblea dei soci dovrebbe celebrare la nascita di Alihad con la nomina ad amministratore delegato di Silvano Cassano e a presidente di Luca Cordero di Montezemolo. In questa occasione dovrebbe partire anche un nuovo aumento di capitale sociale da 300 milioni di euro – ottanta sono necessari a breve per continuare a volare.

A gennaio infine Etihad dovrebbe finalmente diventare socio al 49% di Alitalia. A questo punto i progetti industriali dovrebbero diventare realtà grazie ad un piano di investimenti per complessivi 1,7 miliardi di euro.

Intendiamoci, per l’anno in corso si prevede un rosso di importo compreso tra i 250 ed i 300 milioni, e la nostra ex-compagnia di bandiera presumibilmente chiuderà in perdita anche il 2015 ed il 2016. Per ora gli unici dati certi sono i 2.251 esuberi e gli aerei in volo: nel 2007 erano 175, a fine 2013 erano scesi a 137 e ora si attestano a quota 126.

D’altra parte si può dire che l’amministratore delegato uscente Gabriele Del Torchio abbia fatto un buon lavoro. Ad agosto sugli aerei Alitalia sono saliti 2,3 milioni di passeggeri, il 2,6% in più rispetto ad un anno prima, e il vettore è cresciuto nel tasso di riempimento degli aeromobili (load factor) soprattutto sulle direttrici intercontinentali e internazionali, i due segmenti di traffico sui quali, nel medio termine, Alitalia potenzierà la propria offerta e le proprie attività.

I piani di Etihad per il futuro di Alitalia sono chiari. Il network europeo del gruppo dovrebbe utilizzare voli a breve raggio per portare i passeggeri verso i suoi hub. A Berlino dovrebbero toccare i collegamenti verso il Nord America, a Fiumicino toccherebbe l’America del Sud, mentre il Golfo dovrebbe rappresentare lo snodo verso l’Oriente e l’Africa – non si capisce perché le destinazioni verso in continente nero non tocchino all’Italia.

Nei prossimi cinque anni dovrebbero essere aperte dieci nuove rotte intercontinentali – grazie anche all’aumento degli acquisti di jet a lungo raggio. E per rispondere alla concorrenza dei treni ad alta velocità, Alitalia ha già firmato un primo accordo preliminare con la Ntv e Italo per integrare il network voli-ferrovia.

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