Sono dieci le persone che sono rimaste lievemente ferite, colpite dal materiale lavico, nel corso dell’esplosione di uno dei crateri dell’Etna, che da due giorni ha ripreso l’attività.

A riprova del fatto che si è trattato di un incidente di poco conto, sono solo sei le persone ricoverate nelle strutture ospedaliere di Catania e Acireale.

A essere interessato è il cratere sud-est apertosi da poco. La ripresa dell’attività vulcanica sulla zona sommitale è stata accompagnata da due colate laviche: la prima, iniziata nella serata di ieri, ha avuto origine da una bocca effusiva apertasi sulla base del più recente cratere e ha preso come direzione la Valle del Bove; la seconda, già registrata due giorni fa, procede nella stessa direzione della colata che ha avuto inizio a marzo si dirige in direzione sud-ovest, nei pressi di Monte Frumento Supino.

Gli esperti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia si sono recati sul posto per effettuare sopralluoghi e rilievi: al momento è stato registrato tuttavia un aumento dell’attività infrasonica e dell’ampiezza del tremore nei condotti magmatici interni.

Fortunatamente l’eruzione dell’Etna non ha creato disagi né per il traffico aereo (non è stata disposta la chiusura dell’aeroporto di Fontanarossa) né per gli sciatori che si stanno servendo delle piste locali.