Da poche ore è scattata la conta dei danni in seguito ai quasi 10 centimetri di cenere, pietre e altro materiale vulcanico provenienti dall’Etna. Pietre grosse come noci e milioni di metri cubi di cenere hanno ricoperto numerosi comuni etnei. Zafferana Etnea è in ginocchio.

Parecchi disagi ai cittadini e danni alle attività economico-turistiche della provincia di Catania.

La Protezione civile ha proposto alla giunta regionale siciliana, guidata da Rosario Crocetta, il riconoscimento della stato di calamità, nonché di avanzare al governo nazionale la dichiarazione dello stato di emergenza (foto by InfoPhoto).

La decisione è stata presa ieri sera al termine di una riunione, presieduta dall’assessore Nicolò Marino, tra i rappresentanti della Regione, della Protezione civile e dei comuni della cinta dell’Etna.

Per far fronte all’emergenza sarà predisposto con urgenza un intervento straordinario di supporto ai comuni mettendo a disposizione mezzi per la rimozione dei detriti. Le scuole resteranno chiuse per due giorni. La Prefettura ha vietato di accedere nelle zone limitrofe fino al 4 aprile, ad Acireale è stato stabilito il divieto di circolazione delle moto.