Contro ogni previsione, è stato raggiunto nella notte l’accordo sugli aiuti alla Grecia. L’intesa sui 43,7 miliardi di euro è arrivata dopo quasi 13 ore di faccia a faccia tra i ministri delle Finanze dell’Eurozona e il Fondo monetario Internazionale, rappresentato dalla direttrice Christine Lagarde. Tutti d’accordo, alla fine, sulla riduzione del debito pubblico di Atene, oggi al 170%, al 124% entro il 2020 e al 110% nel 2022. A rendere possibile il taglio, un pacchetto di misure che dovrebbe permettere di raggiungere l’obiettivo nei prossimi 8 anni.

Tra le misure previste dall’accordo, una riduzione degli interessi pagati da Atene per il primo prestito bilaterale ricevuto nel 2010, il taglio del costo delle commissioni sulle garanzie fornite dall’Eurozona per il denaro ricevuto dal Fondo di salvataggio Efsf ma anche un allungamento delle scadenze dei prestiti bilaterali e il differimento dei pagamenti sugli interessi del prestito Efsf. Come già ipotizzato, ci sarà anche il versamento ad Atene da parte della Bce e delle banche nazionali dei profitti sui bond greci. Il governo greco avrà anche la possibilità di riacquistare, a prezzo ridotto, i propri titoli di Stato e altre misure di assistenza.

Il governo di Antonis Samaras dovrà ovviamente impegnarsi a non uscire dalla carreggiata e intervenire con misure di correzione ogni qualvolta ci sarà uno sbandamento. “Domani comincia un nuovo giorno per tutti noi” ha detto il premier greco, esprimendo soddisfazione per il raggiungimento dell’accordo. Entro dicembre, Atene riceverà 10 miliardi di euro per finanziare il suo bilancio e   23 per la ricapitalizzazione delle banche. Gli altri saranno

Dopo settimane di rinvii e fallimenti, compreso il mancato accordo sul bilancio comunitario, il sole torna a splendere sull’Eurozona. L’accordo di questa notte sarà ora presentato al voto di alcuni parlamenti nazionali e infine ratificato durante una nuova riunione, già fissata per il 13 dicembre, durante la quale l’Eurogruppo dovrà dare il suo via libera definitivo.

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