La Commissione Ue uscente ieri è stata chiara nei confronti del nostro paese raccomandando al governo Renzi di attuare “sforzi aggiuntivi” per il Patto di Stabilità.

Necessari interventi a favore del lavoro e chiede di portare avanti le privatizzazioni. Non è una vera e propria bocciatura, tanto che il vicepresidente Olli Rehn conferma che non sarà aperta alcuna procedura per debito eccessivo, sulla richiesta italiana di uno slittamento di un anno, dal 2015 al 2016, del pareggio strutturale di bilancio ma un avvertimento sul rispetto dei patti.

L’agenda Ue è in otto punti, Palazzo Chigi è invitata a muoversi rapidamente sul fronte dell’efficienza della pubblica amministrazione e della buona gestione dei fondi europei, a rafforzare il settore bancario e a usare in modo diverso gli ammortizzatori sociali puntando all’effettivo reinserimento dei lavoratori. Nel mirino di Bruxelles finiscono anche la qualità del sistema scolastico con le sue ricadute sul capitale umano, la corruzione, la giustizia civile, la ripartizione della spesa sociale, gli ostacoli alla concorrenza che ancora ingessano molti settori e l’efficienza degli appalti pubblici.

Sulla tassazione la commissione è altrettanto chiara: “trasferire ulteriormente il carico fiscale dai fattori produttivi ai consumi, ai beni immobili e all’ambiente, nel rispetto degli obiettivi di bilancio e valutare l’efficacia della recente riduzione del cuneo fiscale assicurandone il finanziamento per il 2015″. 

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan legge positivamente la pagella di Bruxelles tanto che ha così commentato su twitter: “La Commissione Ue apprezza riforme italiane. Debito alto, lo sapevamo: acceleriamo riforme e privatizzazioni per ridurlo in modo sostenibile”.

Mentre Berlino avverte sul rispetto dei patti, “È un buon consiglio attenersi alle regole stabilite insieme, e questo riguarda anche patto di stabilità e crescita” ha dichiarato Steffen Seibert, portavoce di Angela Merkel, rispondendo a una domanda sulle proposte di Matteo Renzi per l’Europa.