Assalto a colpi di kalashnikov ad un furgone blindato della polizia penitenziaria davanti al tribunale di Gallarate (Varese). Erano circa le 15 di oggi, 3 febbraio 2014, quando un commando di quattro uomini armati ha liberato, il presunto boss della ‘Ndrangheta Domenico Cutrì, 32enne.

Gli uomini armati hanno preso in ostaggio un cittadino e hanno intimato ai poliziotti di lasciare le armi a terra. Dopo una sparatoria, in cui sono rimaste feriti due agenti della polizia che non sembrano essere in pericolo di vita, è iniziata la fuga a bordo di un’auto nera. Un agente, infatti, ha riportato un trauma cranico e un altro delle ferite agli occhi provocate da uno spry urticante. Entrambi sono stati ricoverati in codice verde.

Poco dopo tra i banditi, il fratello di Cutrì, Antonio, è stato lasciato dai compagni di fuga davanti all’ospedale Fornaroli di Magenta dove poi è morte. Sarebbe stato raggiunto dai colpi durante la fuga, in seguito alla pronta reazione degli agenti.

Non è stato ancora precisato il numero degli assalitori, arrivati su due auto distinte: una delle vetture è stata abbandonata. Al suo interno era piena di armi. Domenico Cutrì era stato condannato all’ergastolo con l’accusa di essere il mandante dell’omicidio di Lukacs Kobrzeniecki, giovane polacco ucciso a Trecate (Novara) nella notte fra il 15 e il 16 giugno del 2006.