Si è conclusa nella giornata di oggi la corsa per la libertà dei due evasi da Rebibbia, i romeni Mihai Florin Diaconescu e Catalin Ciobanu, che erano riusciti a scappare dal carcere nel tardo pomeriggio del 14 febbraio.

Il primo ha 28 anni ed è stato condannato per rapina, mentre l’altro, di 32, sta aspettando l’udienza del processo che lo vede imputato per il reato di omicidio preterintenzionale.

Diaconescu è stato fermato nella notte da alcuni agenti di polizia che avevano istituito un posto di blocco lungo la strada di Tivoli Terme. L’uomo si trovava nascosto in un furgone quando è stato sorpreso dalle forze dell’ordine: inutile il suo ennesimo tentativo di fuga a piedi.

Nella tarda serata di ieri è stato invece il turno di Ciobanu, che tuttavia si è costituito di suo spontanea volontà presentandosi ai carabinieri di Tivoli. Il suo avvocato ha affermato che l’evaso ha scelto questa strada “perchè si è reso conto di aver fatto una sciocchezza ed era mortificato per quanto avvenuto“. A quanto pare Ciobanu non avrebbe retto ai pressanti controlli che erano arrivati anche nel campo nomadi presso il quale si era rifugiato.

Sono dunque terminate le ricerche messe in piedi dai carabinieri per trovare i due evasi da Rebibbia, che erano riusciti a lasciare il carcere sfruttando il loro permesso lavorativo nel magazzino della struttura. Il duo, che in precedenza non aveva mai avuto legami significativi, era riuscito con una certa tenacia a segare le sbarre del magazzino, calandosi poi verso l’esterno del carcere annodando delle lenzuola.

Una volta all’esterno dell’edificio è arrivato il turno delle cinta della prigione, che hanno superato con altre lenzuola, dei ganci di metallo e alcuni attrezzi utilizzati nei lavori di manutenzione di cui si occupava regolarmente Diaconescu: un accrocco improvvisato che ha consentito loro di scavalcare le recinzioni e la rete elettrificata. La coppia aveva poi lasciato la zona salendo su un autobus che passava nelle vicinanze.