Al Fisco erano sconosciuti perché risultavano nullatenenti, ma il loro patrimonio era sterminato. Una famiglia rom di Pordenone e una che vive nella provincia di Venezia sono state arrestate questa mattina dagli uomini della Guardia di Finanza con l’accusa di vivere con i proventi di attività illecite. Le forze dell’ordine hanno provveduto al sequestro dei beni di appartenenza ai due gruppi di persone per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro.

I rom nullatenenti vivevano in ville di lusso e guidavano Ferrari

Le due famiglie rom erano riuscite nell’impresa di tenere nascoste all’Agenzia delle Entrate ben 12 ville classificate nella categoria di pregio, tre terreni edificabili, un appartamento e un locale commerciale. Tra i beni sequestrati risultano anche alcune automobili di grossa cilindrata che di certo dei nullatenenti non potevano permettersi: Ferrari, Porsche e Lamborghini. Le auto probabilmente non appartenevano agli indagati, ma erano destinate al mercato nero.

Secondo gli inquirenti delle Fiamme Gialle di Pordenone, comandati dal colonnello Fulvio Bernabei, tutti questi beni erano il frutto di proventi illeciti. Dalle loro indagini risultava infatti che i componenti delle due famiglie si occupavano di costruzione e vendita di ville di lusso tramite operazioni in nero, e anche di lucidatura e doratura di paramenti e arredi sacri di proprietà della Chiesa. Di queste attività, incredibilmente, non vi era traccia nei documenti ufficiali.

L’operazione della Guardia di Finanza ha così potuto scoperchiare un calderone di attività illecite che sicuramente nei prossimi mesi fornirà ulteriori informazioni su operazioni volte all’evasione fiscale. Intanto il giudice ha già fissato l’udienza preliminare presso il Tribunale di Prevenzione di Pordenone a carico di tutti gli indagati per il mese di settembre. Gli inquirenti hanno presentato richiesta di applicazione delle misure di prevenzione patrimoniale previste dalla legge in questi casi che comportano il sequestro o la confisca dei beni.