Dopo aver incassato l’elezione del Presidente della Repubblica alla quarta votazione il primo ministro Matteo Renzi ritorna a parlare, in un’intervista ai microfoni di Rtl, di un paio di temi economici su cui il governo verrà chiamato a misurarsi nei prossimi mesi. E ovviamente difende le scelte fatte finora. A partire dalla famigerata norma salva Berlusconi contenuta nel decreto sull’evasione fiscale che più che aiutare l’ex-Cav e restituirgli l’agibilità politica finirebbe per essere – sono le parole di Vincenzo Visco,  economista e soprattutto ex ministro delle Finanze del governo Prodi – una “depenalizzazione di tutto, cominciando dall’elusione, in contrasto logico col fatto che in sede Ocse e G20 ci battiamo contro le multinazionali che operano in questo modo”.

Il primo ministro sul tema non assicura ripensamenti “Sulla norma del 3% stiamo valutando, verificando, vedremo se cambiarla e come. Il senso è che se fai il furbo e ti becco ti stango, ti faccio pagare il doppio ma diamo corso al processo penale se c’è buona fede. Berlusconi non c’entra niente ma bisogna dividere tra gli evasori e chi fa errori in buona fede“. Non si sa nemmeno se verranno fatte modifiche oltre alla norma salva Berlusconi. Bisogna infatti considerare che un’altra norma contestata nel decreto sull’evasione fiscale, era quella che dimezzava i tempi per la prescrizione, per cui si rischiava di non poter perseguire buona parte degli evasori.

Il premier Matteo Renzi vorrebbe occuparsi anche delle partite Iva, la categoria più tartassata dall’ultima legge di Stabilità. Il primo ministro, attraverso i decreti delegati, vorrebbe “modificare in meglio le norme sulle partite Iva” e spera di riuscire a presentare queste novità – insieme a tutta la riforma fiscale – per il 20 febbraio, data in cui è previsto un consiglio dei ministri. In questi giorni molti hanno protestato contro il nuovo regime dei minimi, che aumenta l’aliquota agevolata da 5 al 15%. Ora ci son pure delle soglie per accedere al regime che vanno dai 15 ai 40.000 euro. Noi vi terremo aggiornati su quello che effettivamente verrà stabilito dal governo.

Photo credit: Infophoto