Mercoledì 16 novembre appuntamento a Reggio Emilia per le città europee che stanno investendo per rendere più efficaci le politiche della mobilità.

Le parole chiave del convegno sono quattro: mobilità, sostenibilità, innovazione e smart cities. Un modello di mobilità urbana che possa conciliare le esigenze di trasporto con il rispetto dell’ambiente e degli standard di qualità dell’aria: un modello che tutte le città vorrebbero realizzare ma su cui già qualcuno ha fondato un nuovo modello di sviluppo.


Reggio Emilia, è stata riconosciuta come una delle città europee di piccole-medie dimensioni, in grado di organizzare e promuovere politiche per una mobilità sostenibile. Il Comune di Reggio Emilia negli ultimi anni ha, infatti, ottenuto importanti riconoscimenti per le politiche di sostenibilità: Premio Bicity, Premio “Ecosistema bambino”, “Best practice award” come 1^ città europea per i veicoli elettrici, “Global electric award” per la promozione della mobilità elettrica nei servizi pubblici.

Il ruolo di città di piccole-medie dimensioni impegnata nella promozione di politiche di mobilità sostenibile innovativa ha consentito a Reggio Emilia di essere capofila del progetto “MMOVE”, progetto europeo co-finanziato dal programma Interreg Ivc, che ha visto 11 città di 8 paesi europei impegnate per 3 anni nello studio di buone pratiche di mobilità e nel trasferimento di azioni efficienti da una città all’altra, migliorando così la qualità della vita delle città europee coinvolte.

Nel corso di tre anni sono state 39 le buone pratiche di mobilità sostenibile presentate all’interno del progetto, sono state individuate le migliori politiche di mobilità (bus, treni, bici, trasporto collettivo – transfert casa-scuola-lavoro) e realizzati studi di fattibilità per lo scambio delle buone prassi tra le città europee. Il lavoro che i mobility manager delle città hanno realizzato in questi tre anni sarà riassunto in una serie di raccomandazioni di policy e in un toolbox che sarà messo online, a breve, sul sito di progetto per permettere alle altre città europee di trasferire le buone pratiche nelle proprie comunità locali.