Soldi e religione al centro di una nuova indagine. Dopo l’esplosione mediatica del secondo Vatileaks, la Chiesa si trova a dover fare i conti con un nuovo scandalo economico. Sono stati sequestrati 500 mila euro all’ex abate di Montecassino Pietro Vittorelli, che avrebbe usato per spese personali i soldi della carità.

Pietro Vittorelli è accusato di appropriazione indebita, mentre il fratello Massimo è indagato per riciclaggio di denaro. L’ex abate di Montecassino e il fratello avrebbero utilizzato per scopi personali e in maniera impropria oltre 500 mila euro provienienti dalle donazioni.

Dall’Abbazia di Montecassino non sono al momento ancora arrivate dichiarazioni in proposito, ma sulla questione si è alzato un gran polverone. Anche Padre Donato Agliari, l’attuale abate di Montecassino, non si è ancora espresso pubblicamente al riguardo.

L’indagine che vede coinvolti Vittorelli e il fratello riguarda il periodo compreso tra il 2008 e il 2013, anno in cui l’ex abate lasciò il suo incarico per motivi di salute. Il denaro proveniente dalle donazioni dell’8 per mille e destinato a fini caritatevoli veniva da lui sottratto e poi girato al fratello Massimo, promotore finanziaro, che si occupava del riciclaggio.

Sembra che lo stile di vita eccessivo dell’ex abate di Montecassino fosse già ampiamente noto nella zona. Si parla infatti di spese folli da 34 mila euro al mese, di visite in tutto il mondo in hotel di lusso, di costose trasferte in Brasile, di un viaggio a Londra che sarebbe costato 7 mila euro, e persino di 2 mila euro spesi in un negozio di Ralph Lauren. Inoltre, la Guardia di Finanza ha sequestrato due case in quel di Roma che erano intestate al fratello.

Dopo essersi ripreso dai problemi di salute, sembra che Pietro Vittorelli stesse anche meditando una discesa nel campo politico. Si parlava di una sua potenziale candidatura tra le fila del Partito Popolare Europeo e lo scorso settembre l’ex abate era inoltre apparso a una convention di Forza Italia tenutasi a Fiuggi.