Conoscete il merluzzo della Patagonia o il granadiere gigante tipici delle Falkland?

E il pesce farfalla dell’Isola Sant’Elena, il “cherubino” dell’isola di Ascensione o i tonni di Gibilterra?

Queste sono solo alcune delle specie di pesci che ogni giorni sono sempre più a rischio estinzione a causa della mano dell’uomo che ne fa razzia o ne inquina gli ecosistemi in cui cercano di vivere.

Arriva dal Times la notizia che David Cameron stia pensando di rendere questi territori dell’ex impero britannico in vere e proprie oasi protette che potrebbero salvare le vite di molti di questi pesci rendendo le stesse isole in questione parchi nazionali aperti al pubblico, ma controllati.

L’obiettivo è dunque quello di ripopolare queste zone stimolando però anche il turismo e di conseguenza ottenendo un doppio risultato, da un lato ne gode l’ambiente, dall’altro le tasche del governo.

Questa iniziativa arriva proprio in occasione della Giornata Internazionale per la Biodiversità.

Ovviamente lo sviluppo di queste oasi, soprattutto sottomarine, comporterebbe risvolti politici, come se il governo di Cameron volesse riaffermare la propria sovranità sulle zone in questione che sappiamo già essere oggetto di contesa con altri stati, come la Spagna.

In ogni caso speriamo che qualcosa si possa realmente fare per la fauna di queste isole che ogni giorno cerca di sopravvivere.