Questa mattina, attorno alle 10.30, il satellite ExoMars 2016 è partito dalla base spaziale di Baikonour in Russia, agganciato al razzo vettore Proton: questa notte poi il mezzo, dopo aver superato l’atmosfera terrestre, entrerà in orbita di trasferimento per poi dirigersi verso il pianeta Marte.

Un lunghissimo viaggio che durerà fino a ottobre, quello della missione europea-russa cui l’Italia ha partecipato per il 35% dell’intera spesa fornendo personale specializzato e materiali di prima qualità. L’obiettivo di ExoMars 2016 è la misurazione dei gas dell’atmosfera, tra i quali ci potrebbero essere gli scarti prodotti dai microbi che abitano Marte.

In particolare gli scienziati che seguiranno la missione sono interessati a scoprire il segreto del gas metano: prodotto in abbondanza sul nostro pianeta, il gas è stato rilevato anche su Marte, indizio che potrebbe significare la presenza di insetti alieni sopra o sotto la superficie (e quindi di effettive tracce di vita), per quanto possa al contrario essere un prodotto di reazioni chimiche provenienti dalle rocce.

A occuparsi delle rilevazioni sarà la sonda Tgo (Trace Gas Orbiter), che rimarrà nell’orbita di Marte per un totale di sette anni. Ospite del satellite è anche il lander Edm, un veicolo che dovrà dimostrare all’Europa di essere in grado di sapersi muovere sul suolo del pianeta rosso.

Dall’Italia nel frattempo arriva grande soddisfazione, come attestano le parole di Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, che ha parlato di “un lancio perfetto, un momento storico, una tappa fondamentale. Cominciano una serie di missioni che porteranno l’Europa a rispondere a una domanda cruciale: siamo soli in questo grandissimo universo, o nel pianeta dove stiamo andando esistono forme di vita?“ Ma Battiston invita alla cautela, dato che il momento dell’ingresso in orbita di ExoMars, previsto per le 22.30, resta cruciale.

Altrettanto entusiasta e orgoglioso dello sforzo italiano è anche Maurizio Cheli, primo astronauta italiano ad aver partecipato a una missione specializzata dello Shuttle Columbia: “È una missione estremamente importante perché oggi c’è la possibilità di andare su Marte con una strumentazione scientifica adeguata per preparare il terreno a un eventuale sbarco umano. Sarebbe bello poter vedere uno sforzo che permetterà un giorno di andare a qualcosa di molto più lontano dell’orbita terrestre bassa. Il ruolo dell’Italia è sempre più centrale“.