Expo 2015 fa rima con polemica. Dopo quelle legate al fatto che due multinazionali come Coca Cola e McDonald’s sono i main sponsor della manifestazione ora tocca al costo dei pasti. Arrivano segnalazioni di prezzi eccessivi per l’acquisto di bottiglie d’acqua5 euro -, panini – dai 6 ai 7 euro – e piadine – in questo caso si arriva ai 10 euro, caffé – 1,5 euro (comunque 1/3 in più rispetto al resto d’Italia).

Cifre eccessive nel resto d’Italia, ma ancora a buon mercato se paragonate ad un visitatore che, la sera dell’inaugurazione dell’Expo 2015 ha pagato 115 euro per consumare un pasto nel padiglione del Giappone. L’avventore ha poi pubblicato lo scontrino sulla pagina Facebook “Expo 2015 Fail“. La cifra finale è determinata dai cinque euro pagati per una bottiglia d’acqua, mentre il resto è dovuto al Kaiseki Hana – il termine si riferisce da un insieme di tanti piccoli piatti disposti artisticamente.

Quanto può costare questo tipo di cucina? Se si fa qualche ricerca su Internet si può rilevare che un pasto Kaiseki in Giappone costa almeno 16.000 yen. Visto che il cambio odierno è di 133 yen per un euro, facendo una semplice divisione (16.000:133) possiamo scoprire che 16.000 yen corrispondono a circa 120 euro – e nei ristoranti di Milano dove si offre questo tipo di cucina il prezzo è simile. Il costo del pasto sembra quindi essere giustificato. Nel sito di Rho-Pero ci sono ristoranti per tutte le tasche: si possono trovare i nomi di grandi chef o proposte elaborate che finiscono per gonfiare il prezzo da pagare – per cui si possono pagare facilmente somme comprese tra i 75 ed i 90 euro. Oppure si può virare sul McDonald’s e mangiare per pochi euro. Forse conviene portarsi qualcosa da casa.