Angelino Alfano, a conclusione di una riunione per l’ordine e la sicurezza con i vertici delle forze dell’ordine italiane, ha annunciato un imponente dispiegamento di uomini e mezzi per garantire il sereno svolgimento di Expo 2015.

A poco meno di due settimane dall’inizio della manifestazione il ministro dell’Interno si inizia dunque a parlare del servizio di sicurezza indispensabile per un evento internazionale di questo calibro: “Abbiamo lavorato per assicurare al Paese, e non solo, una manifestazione che si possa svolgere in assoluta sicurezza e serenità“.

Saranno in totale quasi 3800 le persone inviate dal Viminale a Milano per l’intera durata dell’Expo: gli uomini provengono dalla Polizia, dal Corpo dei Carabinieri, dalla Guardia di Finanza e dai Vigili del Fuoco, mentre ben 1300 fanno parte dell’operazione Strade sicure messa in campo dall’Esercito.

Dal 15 aprile sono poi già presenti sui cantieri circa 600 militari, che insieme agli altri avranno il compito di vigilare sui circa 490 obiettivi sensibili individuati dalle autorità non solo lungo l’area espositiva sita nella zona periferica di Rho-Pero, ma anche nella città di Milano.

Prosegue ovviamente anche il lavoro di intelligence teso a sventare qualsiasi atto terroristico, coordinato anche dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, leader del team anti-terrorismo della Procura.

Alfano ha poi ricordato l’opera di “pulizia” dei cantieri portata avanti dal prefetto Francesco Paolo Tronca: “È un lavoro non da ribalta ma si tratta di un lavoro che ha permesso di applicare l’interdizione a 79 imprese non in regola con l’antimafia e di effettuare 109 ispezioni nei cantieri e 7 dinieghi dalla white list delle imprese. Lo Stato ha fatto tutto il lavoro possibile per evitare che qualcuno approfittasse di Expo“.

Mentre sale la preoccupazione per il primo maggio, giorno dell’inaugurazione di Expo 2015 durante il quale è previsto l’ingresso di circa 30mila persone, il commissario unico Giuseppe Sala si è detto soddisfatto dei rinforzi promessi da Alfano, così come il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, che ai giornalisti presenti ha detto di aver apprezzato lo sforzo di tutte le parti in gioco: “Ho percepito l’impegno di tutti ma con i numeri che si prospettano l’impegno di tutti è indispensabile”.