Forse non sarà il padiglione più visitato o pubblicizzato di Expo 2015, ma di sicuro i visitatori che ieri erano intenzionati a entrare nel padiglione della Lombardia avranno subito una cocente delusione. Pianeta Lombardia – così è anche noto lo spazio espositivo – è infatti nuovamente chiuso, avvolto da un enorme telo bianco e da un ponteggio che ostruiscono la vista dei lavori che vi si stanno svolgendo all’interno.

Dopo i problemi all’aria condizionata, i lazzi sulla pochezza dell’offerta e i soldi spesi per l’opera di camouflage ecco un nuovo progetto di ristrutturazione per il padiglione su cui è impresso il marchio della regione che ospita Expo 2015. Dopo i problemi della Regione Sicilia ecco dunque un’altra debacle per la delegazione italiana.

Ad annunciarlo lo stesso presidente Roberto Maroni, che promettendo una riapertura in brevi tempi ha colto la palla al balzo per scaricare la responsabilità sui colleghi del padiglione italiano: “Abbiamo avviato un piano per la sistemazione definitiva di Pianeta Lombardia, entro il 29 maggio, festa della Lombardia. Il restyling è in corso, colmando lacune e ritardi di Padiglione Italia a cui avevamo affidato la consegna del padiglione chiavi in mano. Abbiamo deciso di prendere in mano noi la questione”.

In merito ai ritardi e ai danni di immagine subita è entrato anche il consigliere lombardo del Movimento 5 Stelle Silvana Carcano, secondo la quale Maroni dovrebbe chiedere un doveroso risarcimento all’Expo. La colpa dei ritardi è stata addossata a Diana Bracco, responsabile del Padiglione Italia, che secondo il capogruppo pentastellato Dario Violi “compromesso l’immagine del Padiglione Lombardia, consegnando uno spazio imbarazzante, vuoto e non ultimato, come testimoniato anche dalla nostra visita ai cantiere”. Lo stesso padiglione tricolore, in effetti, è divenuto famigerato per i numerosi lavori aggiuntivi che hanno fatto lievitare esponenzialmente il budget preventivato.

Il padiglione Lombardia, che inoltre è situato proprio all’incrocio tra le due vie principali del cardo e del decumano, non è al momento visitabile dai turisti, ma dentro, in pieno spirito imprenditoriale brianzolo, fervono riunioni e incontri tra imprenditori del settore, associazioni, istituzioni e investitori stranieri. La maggior parte dei lavori si concentrerà sull’intero piano terra, nel quale in precedenza era possibile seguire un tour virtuale che portava il visitatore attraverso i siti patrocinati dall’Unesco in Lombardia.