E’ incredibile come, in Italia, nessuno voglia che all’estero cambi l’immagine che il nostro paese riesce a dare. Anche in questo caso, infatti, siamo riusciti a far passare il messaggio Italia = corruzione. Incredibile, ma ce l’abbiamo fatta ancora. Anche con un progetto grande, bello ed impegnativo come l’Expo. Che, come probabilmente accadrà, sarà l’ultimo che ospiteremo. Per diverso tempo.

Eravamo riusciti a farci riconoscere con gli scandali legati ai Mondiali di calcio di Italia ’90, ora ripetiamo il tutto con Expo 2015: scandali, corruzione, appalti truccati, tangenti. Tutti termini che, purtroppo, ormai sono sinonimi di Italia. Non è un caso, infatti, che all’estero si parli di “Italian Job” quando s’intende dire le cose si possono fare, in un modo o nell’altro. E pensare che potremmo far parlare di noi per gli Uffizi, le bellezze di Roma, la moda di Milano e così via. No, noi siamo masochisti e vogliamo solo che la gente parli di noi come di corrotti e corruttibili: la cosa a me non piace; anzi, fa letteralmente schifo. E a voi? Il problema è che non possiamo di certo rinnegare il paese nel quale siamo nati, che rimane comunque il più bello del mondo. Non di certo per le persone che però lo dirigono.

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