Ha preso ufficialmente il via quest’oggi Expo 2015. Alle ore 10 si sono aperti i cancelli al pubblico. Soltanto in questa giornata inaugurale sono previsti 250 mila ingressi, mentre all’ora di pranzo si sono succedute sul palco della cerimonia d’apertura diverse personalità importanti che hanno tenuto i loro discorsi. Tra di loro anche Matteo Renzi e Papa Francesco, quest’ultimo in collegamento video da Roma.

In diretta dal Vaticano, Papa Francesco ha tenuto a sottolineare l’importanza di un evento come Expo 2015 anche a livello umanitario e di solidarietà. Il pontefice ha dichiarato: “L’Expo è un’occasione propizia per globalizzare la solidarietà. Cerchiamo di non sprecarla. […] Esiste la voce di tanti poveri che fanno parte di questo mondo e cercano di guadagnarsi con dignità” di che vivere, “vorrei farmi voce di questi fratelli, che Dio ama come figli. Dio ci ha insegnato a chiedere a Dio Padre dacci oggi il nostro pane quotidiano. Nessun pane sia frutto di un lavoro indegno dell’uomo”.

Matteo Renzi ha invece aperto il suo discorso per Expo 2015 con una personale variazione dell’Inno di Mameli: “Oggi è come se l’Italia abbracciasse il mondo. L’Italia s’è desta e sian pronti alla vita”. E ha quindi aggiunto: “Oggi inizia il domani dell’Italia”.

Il premier italiano ha poi ribadito la centralità di Expo 2015 in un momento in cui il mondo si trova a dover fronteggiare problemi come quelli dell’immigrazione e del terrorismo: “Non è facile abbracciare il mondo quando anni di disinteresse hanno trasformato il Mediterraneo in un cimitero” e quando “la minaccia globale del terrorismo tenta di minare alle radici le fondamenta del nostro stare insieme”.

Matteo Renzi ha poi voluto mandare un messaggio positivo: “Il tempo che stiamo vivendo è il tempo delle opportunità.” Prima di lanciare una frecciatina a chi non credeva che sarebbe stato tutto pronto in tempo per l’inagurazione di Expo 2015: “Signori professionisti del “non ce la faremo mai”, questa è la nostra risposta. Non ci credevano in tanti. L’Expo non è una scommessa ancora vinta, ma è una scommessa che possiamo fare. Tutti: dal lavoratore senza nome, alle forze dell’ordine che stanno facendo un lavoro straordinario. Inizia il domani di un paese che ha un passato straordinariamente bello ma che ha voglia di futuro”.