Il dopo-Expo sarà gestito dal Governo. L’annuncio è arrivato nelle scorse ore dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia ai microfoni della trasmissione radiofonica in onda su Radiouno Radio anch’io. Il primo cittadino di Milano ha spiegato di aver già inoltrato al Governo l’invito formale per entrare nella società Arexpo, d’accordo con il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni.

Pisapia si aspetta che alla guida del dopo-Expo sia scelta una persona competente, in grado di prendere il timone del sito espositivo in una fase così delicata e ricca di opportunità per la Regione Lombardia e per l’intero Paese. L’ideale per il sindaco sarebbe fornire al manager poteri straordinari per velocizzare i tempi.

Per quanto riguarda proprio i tempi Pisapia ci ha tenuto a precisare che la pianificazione del dopo-Expo è già stata avviata da mesi e l’amministrazione comunale e regionale non hanno accumulato alcun ritardo, come mormorano alcuni.

Tra una settimana è fissato un vertice importante in cui si definirà la struttura del dopo-Expo e si valuteranno le prime candidature. Pisapia ha spiegato che serve un manager con una valutazione di prospettiva.

Sala: affluenza a Expo 2015 verso i 20 milioni

Intanto il commissario unico di Expo 2015 Giuseppe Sala, ospite della trasmissione radiofonica insieme al sindaco, ha tracciato un primo bilancio dell’esposizione universale milanese. Secondo Sala Expo è stato un successo con un’affluenza che potrebbe arrivare a 20 milioni di persone. Sala si mostra cauto ma anticipa che oltre ai numeri l’esposizione ha ottenuto altri risultati importanti e concreti, fungendo da vetrina internazionale per l’Italia:

Restiamo con i piedi per terra, serve prudenza, c’è ancora un mese da gestire. La parola successo non riguarda solo i numeri. Se consideriamo la popolazione attiva italiana, di quei 20 milioni 13-14 sono italiani. Significa che un italiano su 4 ha visitato Expo. Non era mai successo nella storia d’Italia, così come non era mai successo che 55 Capi di Stato venissero in visita in Italia in sei mesi.