Guardando indietro al marzo del 2008, quando la cerimonia di Parigi premiò Milano con l’assegnazione dell’Expo 2015, i cento giorni che ci separano dal suo evento ci appaiono un’inezia. Se poi guardiamo a ciò che è successo nel frattempo, tra scandali giudiziariritardi nella consegna dei terreni, e una crisi economica che ha strangolato l’economia mondiale, la sensazione non può che definirsi di sollievo. Milano è pronta. O quasi.

Expo 2015, lo stato dei lavori

Molti ritardi, come detto, sono stati gradualmente recuperati, e al momento è stato completato circa l’80% delle strutture previste. Ne mancano ancora molte, per le quali sono al lavoro 3500 operai 20 ore su 24 al giorno. Venti dei cinquantatre paesi che stanno edificando autonomamente il loro padiglione finiranno i lavori non prima della fine del mese, per altri ci sarà ancora da aspettare. Tra i padiglioni ancora incompleti c’è quello italiano, che ospiterà anche quello dell’Unione Europea: un consorzio di imprese bresciane si è aggiudicato l’appalto per la realizzazione dell’Albero della Vita, che verrà presto montato nel centro della Lake Arena, mentre si sta installando la ultramoderna copertura del Palazzo Italia.

Sono state quasi ultimate le passerelle che uniranno il sito di Expo alla Fiera, e di conseguenza ai collegamenti ferroviari e metropolitani, oltre che a Cascina Merlata, sede del Villaggio delle delegazioni internazionali. I primi tre cluster – gli spazi dove più paesi saranno raggruppati a seconda di un prodotto tipico o del clima che li caratterizza – sono già stati consegnati, entro un mese arriveranno anche i restanti; sempre entro metà febbraio verranno completate le aree di servizio e di ristoro (11 su 12 già pronte).

Le infrastrutture di Expo 2015

Diverso il capitolo riguardante le infrastrutture. Nei sogni dei più ottimisti, Expo avrebbe dovuto essere la locomotiva trainante di una serie di soluzioni a problemi storici che affliggono la rete di trasporti lombarda, a partire dalla Pedemontana. In realtà, già 23 di queste infrastrutture sono state rimandate “oltre l’orizzonte del 2015″. Si spera di finire entro l’estate l’ultimo spezzone della Strada di collegamento Zara-Expo, la Rho-Monza verrà consegnata in versione light (il progetto originale verrà ripreso dopo l’Expo), mentre non verranno completate né le Vie d’acqua, né il collegamento ferroviario tra i due terminal di Malpensa. Per la metropolitana M4, addirittura, arrivederci al 2022.

In compenso c’è grande ottimismo per ciò che riguarda l’afflusso di visitatori: già 7,5 milioni di biglietti sono stati venduti ai tour operator stranieri.

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