L’aumento selvaggio delle tariffe in occasione di un grande evento non è una novità, quando si tratta di alberghi, ristoranti o affitti. E visto che già si parla di “prezzi record” per l’Expo 2015, che attirerà 20 milioni di visitatori a Milano tra maggio e ottobre, le associazioni Federconsumatori provano subito a frenare la speculazione con un documento che invita gli esercenti a giocare pulito.

I preoccupanti dati raccolti dai nuovi listini evidenziano tariffe alberghiere aumentate addirittura del 300 per cento, in occasione della grande fiera: rincari esagerati che non gioverebbero di certo all’immagine del capoluogo lombardo. Ma il “Patto per Expo”, firmato recentemente dal Comune, dalla Confcommercio, dalle associazioni a tutela del consumatore e da diversi distretti urbani, prova a riportare gli aumenti massimi ad un più tollerabile 30 per cento.

Il protocollo d’intesa non chiede semplicemente prezzi trasparenti: il documento esorta anche a spingere sull’accoglienza ed invita, ad esempio, i ristoratori a tradurre in inglese i prezzari, ideare semplici menù per i bambini, ricontrollare che sia sempre presente un accesso facilitato ai servizi igienici. Dal canto suo, il Comune s’impegnerà ad offrire spazi per eventi e una maggiore copertura di connessione wi-fi gratuita.

Un patto simile, pensato per mantenere il giusto rapporto tra qualità e prezzo, è stato siglato all’inizio di gennaio tirando in ballo anche la FIMAA (Federazione Italiana dei Mediatori e degli Agenti d’Affari). In questo caso l’intesa anti-speculazione era rivolta agli agenti immobiliari che affitteranno abitazioni durante l’Expo 2015. Il contratto tipo redatto per l’occasione pone l’accento sull’accoglienza e chiede, anche in questo caso, di impegnarsi il più possibile per offrire servizi extra ai visitatori: tra baby sitting, lavanderia, catering e interpretariato.