“Nutrire il pianeta, energia per la vita”: è questo lo slogan scelto da Expo 2015, l’esposizione internazionale in corso a Milano fino alla fine di ottobre. Peccato che l’alimentazione non sia sostenibile per le tasche dei visitatori. Mangiare e bere all’Expo costa troppo in molti padiglioni. A pagare un prezzo alto non è soltanto chi vuole consumare piatti elaborati delle cucine tradizionali straniere ma anche chi si accontenterebbe di un semplice panino.

Dopo aver pagato il biglietto d’ingresso, i due volte poveri visitatori si ritrovano a sborsare 10 euro per una pizza margherita; 10 euro per una piadina; 4 euro per una bottiglietta d’acqua; 5 euro per un succo di pompelmo; 2 euro per un caffè. Persino i piatti poveri della tradizione culinaria italiana, come polenta e baccalà, vengono venduti a prezzi esagerati: 16 euro.

E non è un caso, come fa notare Linkiesta, che il padiglione più frequentato dai visitatori di Expo 2015 alla ricerca di qualcosa da bere sia quello della birra Moretti che ha costi decisamente più accessibili: una pinta di birra costa 3 euro.

L’Huffington Post rivela che in molti ristoranti i prezzi sono quelli di Via Montenapoleone. Niente da eccepire, se non fosse che l’Expo tratta di come debellare la fame nel mondo, riuscendo a sfamare una popolazione di oltre 7 miliardi di persone a costi accessibili e a basso impatto ambientale.

Ma guardando i prezzi esposti fuori dai ristoranti non sembrerebbe. I ristoranti brasiliani propongono menu fissi con prezzi dai 22 ai 55 euro. Per una grigliata di carne nei chioschi dell’Uruguay si spendono fino a 36 euro. Gli spagnoli vendono le tortillas di patate a 12 euro e la paella a 16. Chi pensa di risparmiare buttandosi sul cibo da strada americano si illude. Per un sandwich, delle patatine e una bottiglietta d’acqua si spendono 15 euro. Persino il McDonald’s, discusso sponsor di Expo 2015, ha ritoccato i prezzi al rialzo, aumentandoli mediamente del 10% per sostenere i costi maggiori della gestione di un ristorante all’interno dell’esposizione. La catena di fast food ha però previsto 3 promozioni a costi contenuti per accontentare i clienti a colazione, a pranzo e a cena con menu completi.

Sui prezzi troppo cari del cibo e delle bibite a Expo 2015 nei giorni scorsi è intervenuto anche il commissario Giuseppe Sala, promettendo verifiche padiglione per padiglione per evitare rincari. Intanto, per non rischiare di restare a bocca asciutta, le scolaresche in visita a Expo e migliaia di altri visitatori con il portafoglio dei comuni mortali si attrezzano come possono, portandosi la colazione a sacco da casa. Che chi stia per visitare l’esposizione internazionale dedicata al cibo si porti dietro il panino da casa o lo acquisti all’esterno è a dir poco paradossale.

Non mancano, ovviamente e fortunatamente, le eccezioni ma bisogna armarsi di pazienza e tenere gli occhi ben aperti, con il rischio di trascorrere più tempo a cercare un ristorante economico in cui pranzare che a godersi la visita. La Svizzera propone a 6 euro raclette con formaggio Vallese DOP, patate e un bicchiere di vino DOC. Anche il Perù ha un meno completo dai costi abbordabili, composto da un piatto di quinoa, pollo e pomodorini, da acqua e caffè, a soli 10 euro.