Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato ieri per la prima volta Expo 2015.

Non si è trattato di un giorno qualunque, ovviamente, dato che l’incursione del capo di Stato, accompagnato dal Commissario Giuseppe Sala, che gli ha fatto persino da autista, è avvenuta durante la Giornata Mondiale dell’Ambiente promossa dalle Nazioni Unite e, comprensibilmente, ospita dall’Italia proprio all’interno dell’esposizione fieristica.

Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura, ha presenziato all’incirca per quattro ore nel sito di Rho, ha avuto modo di visitare il Palazzo Italia, si è spostato poi in Cascina Triulza e poi ha esplorato il suggestivo Padiglione Zero. Intervistato successivamente, ha dichiarato di aver gradito ogni cosa.

Ma la visita a Expo 2015 ha anche avuto momenti politici più significativi come la firma della Carta di Milano, un documento con cui ogni visitatore si impegna a combattere la fame nel mondo e che verrà poi consegnato al segretario generale dell’Onu al termine dell’evento, a novembre.

Mattarella si è voluto soffermare su questo tema, che in parte coincide anche quello dell’Expo milanese stesso, auspicando l’avvio dei lavori per una legge antispreco: “Nutrire il pianeta è la sfida epocale che l’umanità ha di fronte, vuol dire assicurare cibo e acqua a tutti gli abitanti della Terra, ma anche garantire alle prossime generazioni quell’energia che prendiamo in prestito ogni giorno. Oggi la sostenibilità è condizione stessa della pace non meno di quanto lo sia il rispetto dei diritti fondamentali della persona.

È giusto parlare di sogni, ma che siano sogni a occhi aperti perché assicurare il nutrimento a tutti oggi non è più scontato, ma la sfida parte da ciascuno di noi: da consumatori possiamo evitare lo spreco che è un insulto: è possibile fare in modo che i prodotti invenduti, in prossimità della scadenza, vengano distribuiti tra chi ha bisogno e non ha reddito sufficiente”.

A margine anche l’inaugurazione delle istallazioni artistiche curate dal grande scenografo Dante Ferretti, vincitore di ben tre premi Oscar. L’opera di Ferretti aveva però subito ritardi e modifiche progettuali anche per problemi di budget, e lo scenografo, che aveva minacciato di abbandonare l’opera, venne convinto solo dall’intervento diretto di Giorgio Napolitano.