Visitare Expo 2015 durante gli ultimi giorni in cui è possibile farlo (l’Esposizione universale di Milano chiuderà i battenti il prossimo 31 ottobre) sta diventando cosa quasi impossibile ed estenuante. A partire dalla metà del mese di agosto il numero dei visitatori è cresciuto in modo esponenziale, fino ad arrivare a toccare vette che forse neppure gli organizzatori pensavano. Insomma, la maggior parte delle persone ha scelto proprio il periodo prossimo alla conclusione di Expo 2015 per venire a visitarlo e questo sta creando non pochi problemi.

I problemi principali riguardano ovviamente le code interminabili che i visitatori si ritrovano a dover affrontare non soltanto per entrare all’interno dello spazio espositivo (l’entità delle code dipende anche dall’ora in cui si decide di entrare) ma anche per poter entrare nella maggior parte dei padiglioni. Alcuni dei Paesi più gettonati (Giappone, Italia, Brasile, Turkmenistan… solo per fare qualche esempio) diventano quasi inavvicinabili. Emblematico il caso del Giappone, con code che sono arrivate anche ad otto ore di attesa (fino alla notizia che il Paese avrebbe addirittura deciso di chiudere del tutto l’accesso, a causa della coda troppo lunga). Una situazione che se è comunque gestibile nei giorni infrasettimanali, diventa esplosiva in quelli del weekend.

E se la maggior parte dei visitatori si arrende alle code o si gode Expo 2015 in altro modo, andando a zonzo per lo spazio espositivo senza entrare nei Padiglioni, qualcuno non ci sta e ricorre addirittura al tribunale. Il Codacons ha infatti reso noto che un visitatore romano avrebbe intentato una causa risarcitoria, motivata dal fatto che pur avendo acquistato il biglietto di ingresso e avendo affrontato il viaggio fino a Milano, una volta arrivato ad Expo si sarebbe ritrovato nell’impossibilità materiale di visitare le attrazioni, proprio a cause delle code interminabili.

Il visitatore ha chiesto al giudice di pace il rimborso integrale del biglietto d’ingresso a Expo 2015 sulla base della presunta responsabilità contrattuale attribuibile all’organizzazione dell’esposizione. Ma non solo. Il visitatore romano avrebbe altresì richiesto di essere risarcito per i danni morali subiti.

Per il momento questa è stata la prima causa contro Expo 2015 ma probabilmente altri visitatori scontenti si metteranno all’opera per richiedere risarcimenti simili. Anche perché il Codacons si è detto pronto ad offrire la sua assistenza legale a tutti coloro che lo vorranno.