Le case abusive dei rom in via Monte Bisbino a Milano saranno abbattute in vista di Expo 2015. Sorte senza permessi e mai condonate, le abitazioni lasceranno il posto a un raccordo che collegherà la stazione metropolitana di Molino Dorino alla Milano-Laghi, una strada ritenuta strategica per l’Esposizione Universale. I rom dell’Est Europa riceveranno un indennizzo che va dai 10mila ai 50mila euro a famiglia a seconda della metratura posseduta. Nel campo, che oggi ospita 350 persone, ci sono prefabbricati malconci ma anche vere e proprie villette in muratura, con patio, paraboliche e lussuose automobili in posti auto coperti. Tutte abusive anche se i terreni sono di proprietà di famiglie rom (foto by InfoPhoto): alcuni sono gli stessi inquilini altri affittano solo lo spazio.

Dopo lunghe trattative i rom hanno spuntato un prezzo di esproprio di 100 euro a metro quadrato (il 30% andrà al proprietario del terreno, il resto a chi abita la casa), circa 15 volte in più dei 7 euro stabiliti inizialmente da Infrastrutture Lombarde spa (società al 100% di proprietà della Regione). Una cifra rinegoziata dagli abitanti e i loro avvocati quando l’entrata in vigore del nuovo Pgt della giunta Pisapia, nel maggio 2012, ha dichiarato parte dei terreni edificabili.

Ieri, accompagnati da polizia e vigili urbani, i funzionari hanno già iniziato a distribuire i primi assegni alle famiglie che entro giovedì mattina dovranno lasciare l’area completamente sgombra: “Trentamila euro di indennizzo non sono nulla se hai da mantenere otto figli – spiega un 30enne di origine serba al Corriere della Sera – ci cacciano dalle case che ci siamo costruiti con fatica e non ci danno un posto in cui stare. Sbattono in mezzo alla strada noi e i nostri bambini piccoli che frequentano le scuole della zona”.

Resteranno in piedi, invece, le abitazioni a ridosso dell’autostrada che si trovano verso l’ex cava Ronchi il cui terreno non è interessato da opere connesse a Expo. Sono in molti i rom espropriati che pensano di trasferirsi lì anche se chi occupa la parte sopravvissuta non ha la minima intenzione di cedere del terreno gratis. Situazione che potrebbe aggravare una questione sicurezza già presente: secondo Ismu, fondazione che si occupa di integrazione degli stranieri, molti membri di queste famiglie sono detenuti nelle carceri di mezza Italia e in sei abitazioni destinate a essere sgomberate vivono persone agli arresti domiciliari. Inoltre dal punto di vista igienico e sanitario il campo di via Bisbino non è un’area salubre e vige una segregazione assoluta (vi abitano unicamente rom provenienti da diversi paesi dell’est Europa).

Il costo degli espropri ammonta a circa un milione e mezzo di euro, di cui 500 mila per gli indennizzi e 900 mila di costi aggiuntivi per una imprecisata ‘indennità speciale autorizzata dal Commissario Unico Expo’ scrivono dalla Regione. La questione su chi debba mettere mano al portafoglio ha scatenato un polverone: “Non è Infrastrutture Lombarde che paga — dice Maroni —. È il Comune di Milano, con i fondi che ha a disposizione per questo. È un accordo fatto tempo fa”. Pisapia ribatte: “Non vi è alcun accordo, il Comune non ha speso e non spenderà un solo euro per questa operazione. Non ha mai avviato la procedura di esproprio di quei terreni che è sempre stata in carico alla Regione, come dimostra la delibera regionale 3470 del 25 maggio 2012″. Volano parole grosse anche tra gli assessori. La ‘tregua’ tra Pisapia e Maroni pare al capolinea.

Paolo Sperati su @Twitter e @Facebook