Gli extraterrestri sono là fuori, da qualche parte: basta solo avere tempo e denaro a sufficienza per mettersi a cercali. Dev’esserne profondamente convinto, il miliardario russo Yuri Milner, se ha deciso di investire di tasca propria 100 milioni di dollari per avviare un progetto decennale con l’obiettivo dichiarato di trovare segni di vita oltre il nostro minuscolo e periferico pianeta. Non si bada a spese, nel progetto Breakthrough Listen: Milner ha voluto coinvolgere il fior fiore della scienza mondiale: dal barone Martin Rees, astronomo reale britannico e presidente della Royal Society, all’astrofisico Frank Drake, l’autore della celeberrima equazione di Drake, il modello matematico che consente di calcolare il numero di civiltà presenti nella nostra galassia; fino a Stephen Hawking, da molti considerato il più grande scienziato vivente e uno dei più importanti della storia della fisica.

Il progetto Breakthrough Listen prevede l’utilizzo di due giganteschi radiotelescopi e di un terzo telescopio sensibile alle radiazioni laser, coi quali verrà scandagliata una superficie celeste 10 volte superiore a quella osservata fino a questo momento. Non solo: saranno analizzate frequenze radio in numero cinque volte superiore a quelle analizzate finora, e questa immensa mole di dati verrà elaborata 100 volte più velocemente di quanto non sia stato possibile fare. Infine, tutti i dati elaborati dal pool di scienziati verrà reso disponibile a tutti gli appassionati, che potranno così contribuire con le loro idee: un progetto, insomma, che si configura come una sorta di ricerca planetaria open source. D’altra parte Yuri Milner (chiamato così in onore di Gagarin, tanto per restare in tema di spazio e stelle) è un pioniere del web in Russia e un concept del genere è assolutamente in linea con il suo profilo.

Siamo soli nell’Universo? La più grande domanda di tutti i tempi, esistenziale ancor prima che scientifica, ha trascinato l’umanità in un dibattito non dissimile a quello attorno all’esistenza di qualche divinità creatrice; anzi, la comunità scientifica è quantomai divisa sull’argomento. Tanto per limitarci a quella italiana c’è chi, come Margherita Hack, ha sempre considerato “assurda” l’idea che la sola Terra abbia potuto ospitare le condizioni adatte alla vita intelligente; e c’è chi, come Enrico Fermi, si è sempre mostrato decisamente meno sedotto dall’esistenza degli alieni. Il punto fondamentale, come sempre, è che al momento non è stato trovata alcuna prova, nemmeno indiziaria, che possa sostenere l’ipotesi di altre civiltà evolute oltre quella umana. Ed è questo il tesoro che Yuri Milner sta cercando.